“I dati Inail elaborati dalla Cgil restituiscono un quadro drammatico che impone una risposta immediata da parte della Regione Liguria. Nel primo semestre dell’anno le vittime sul lavoro sono salite a 19, sei in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 46,2%. La Liguria è l’unica regione del Nord-Ovest a registrare un aumento delle morti sul lavoro, mentre nel resto dell’area il dato è in calo dell’1,5% e a livello nazionale diminuisce di quasi il 4%. Sono numeri che non possono essere archiviati come una tragica fatalità”, dichiarano Davide Natale, segretario PD Liguria, Simone Ziglioli responsabile Lavoro del PD Liguria e Simone D’Angelo, consigliere regionale PD.
“Particolarmente allarmante è il dato relativo agli ultimi decessi: sei vittime, di cui tre in provincia della Spezia, due nella Città Metropolitana di Genova e una in provincia di Savona. Tutte lavoratrici e lavoratori italiani, tutti appartenenti alla gestione Industria e Servizi e, in quattro casi su sei, deceduti in infortuni in itinere. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e comunità che pagano un prezzo inaccettabile. Da tempo denunciamo la necessità di rafforzare il sistema della prevenzione e dei controlli. La sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto dopo l’ennesima tragedia. Servono investimenti strutturali, più formazione, una cultura della prevenzione diffusa e un deciso potenziamento dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (PSAL). Abbiamo già evidenziato come, a fronte di un fabbisogno di 168 unità, oggi siano in servizio appena 114 operatori: una carenza di circa un terzo dell’organico che limita inevitabilmente controlli e attività di prevenzione. I dati diffusi oggi dalla Cgil confermano quanto denunciamo da tempo: senza personale adeguato non è possibile garantire un’efficace azione di prevenzione e sicurezza", sottolineano.
"Continueremo a chiedere che la Regione faccia della salute e della sicurezza sul lavoro una priorità politica e amministrativa. Non bastano i messaggi di cordoglio dopo ogni incidente: occorrono assunzioni, controlli più capillari, sostegno alle imprese che investono in sicurezza e un confronto permanente con organizzazioni sindacali, rappresentanze dei lavoratori e parti sociali. Fermare questa strage è un dovere delle istituzioni e una responsabilità che non può più essere rinviata”, concludono.
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