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Cronaca | 05 agosto 2026, 11:12

Ventimiglia, discarica abusiva in via Peglia: intervienela difesa del titolare D’Andrea "Ora tutte le verifiche sugli atti"

L’avvocato Marco Bosio assume la difesa: "Amianto presente in minima parte, materiali stoccati temporaneamente"

Ventimiglia, discarica abusiva in via Peglia: intervienela difesa del titolare D’Andrea "Ora tutte le verifiche sugli atti"

Proseguono le indagini della Guardia di Finanza che hanno portato al sequestro di un’area di circa 2.000 metri quadrati in via Peglia, trasformata secondo l’ipotesi investigativa in una discarica abusiva con quasi 500 metri cubi di rifiuti. Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia è finito anche il costruttore ventimigliese Roberto D’Andrea, ex consigliere comunale, proprietario dell’area interessata dai controlli.

La difesa del titolare, assunta dall'avvocato Marco Bosio, ha precisato la posizione del suo assistito per sottolineare la necessità di attendere gli sviluppi dell’indagine. Il legale conferma di aver preso visione degli atti dell’inchiesta e annuncia che saranno ora effettuati tutti gli approfondimenti necessari per ricostruire nel dettaglio la vicenda. "Abbiamo visto la documentazione e adesso dovranno essere fatte tutte le verifiche del caso" spiega l’avvocato Bosio. Secondo la difesa, infatti, il quadro emerso dall’attività investigativa necessiterebbe di ulteriori valutazioni tecniche e giuridiche. In particolare, viene contestata la ricostruzione secondo cui l’area sarebbe stata utilizzata come una discarica abusiva strutturata: per D’Andrea si sarebbe trattato invece di uno stoccaggio temporaneo di materiale di risulta proveniente dall’attività dell’azienda, in attesa delle successive procedure previste per il recupero o lo smaltimento.

Un altro elemento sul quale la difesa intende fare chiarezza riguarda la presenza di materiali contenenti amianto, evidenziata dai campionamenti effettuati da ARPAL durante i sopralluoghi. Secondo quanto riferito dall’avvocato Bosio, "I rifiuti con amianto erano presenti in minima parte rispetto al quantitativo complessivo di materiale presente nell’area e anche questo aspetto dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti tecnici".

L’inchiesta della Guardia di Finanza aveva portato al sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Imperia. Gli investigatori ipotizzano un sistema di gestione illecita dei rifiuti che avrebbe coinvolto, oltre a soggetti italiani, anche una società di diritto monegasco, con contestazioni che comprendono tra l’altro l’abbandono e la gestione illecita di rifiuti, la combustione illecita e ipotesi legate al traffico organizzato di rifiuti. La difesa di D’Andrea, tuttavia, ribadisce la necessità di distinguere gli aspetti oggetto di contestazione dalle responsabilità effettivamente accertate. "Siamo nella fase delle indagini preliminari e sarà necessario analizzare ogni elemento – sottolinea il legale – per comprendere esattamente la natura dei materiali presenti, le modalità di gestione e la posizione del mio assistito".

Nel corso dell’attività investigativa, partita anche grazie alle ricognizioni aeree effettuate dagli elicotteri della Sezione Aerea di Genova della Guardia di Finanza, sono stati acquisiti numerosi elementi che ora dovranno essere valutati dall’autorità giudiziaria. La Procura prosegue infatti gli accertamenti per ricostruire integralmente la filiera dei rifiuti e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Il procedimento, come previsto dalla legge, resta nella fase delle indagini preliminari: le ipotesi formulate nei confronti degli indagati dovranno essere sottoposte al vaglio della magistratura nel corso del successivo contraddittorio tra le parti. Nel frattempo la difesa di Roberto D’Andrea prepara le proprie osservazioni, puntando a chiarire la natura dello stoccaggio e il reale impatto ambientale dell’area sottoposta a sequestro.

Andrea Musacchio

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