Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) interviene sulla situazione della Casa Circondariale di Valle Armea, condividendo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal Garante comunale delle persone private della libertà personale di Sanremo, Luca Ghiglione, e dal Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive, Doriano Saracino. Per il sindacato il quadro descritto dai due Garanti è pienamente condivisibile, soprattutto per quanto riguarda il grave sovraffollamento dell'istituto e il rischio concreto di arrivare all'introduzione della cosiddetta "settima branda". Tuttavia, il SAPPE evidenzia anche quella che considera una significativa omissione nel comunicato diffuso dai Garanti.
"Ci sorprende e ci rammarica che, pur descrivendo con precisione le difficoltà determinate dal sovraffollamento, non sia stato dedicato neppure un riferimento agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Sono proprio gli uomini e le donne del Corpo che, 365 giorni all'anno e 24 ore su 24, operano all'interno del carcere, vivendo sulla propria pelle tutti i disagi, le criticità organizzative, le tensioni e i rischi derivanti dall'eccessiva presenza di detenuti", dichiarano Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria. Il sindacato sottolinea come l'aumento della popolazione detenuta comporti inevitabilmente maggiori carichi di lavoro, responsabilità e rischi per il personale in servizio.
"Ogni volta che aumenta il numero delle persone ristrette aumentano inevitabilmente anche i carichi di lavoro, le responsabilità, le aggressioni, gli eventi critici e le difficoltà operative per il personale. Se oggi il carcere di Sanremo continua a garantire sicurezza, ordine e legalità, il merito è esclusivamente della professionalità, del sacrificio e dello straordinario senso dello Stato della Polizia Penitenziaria, che continua a operare nonostante organici insufficienti e una popolazione detenuta ormai ben oltre i livelli di equilibrio", proseguono Capece e Tristaino. Il SAPPE ribadisce quindi la necessità di riconoscere il ruolo svolto quotidianamente dagli agenti all'interno dell'istituto penitenziario.
Il sindacato si dice inoltre favorevole alla richiesta dei Garanti di fermare i trasferimenti di detenuti verso il carcere di Sanremo, ricordando come da tempo denunci una gestione che continua ad aggravare la situazione della struttura matuziana. Accanto a questa richiesta, il SAPPE rilancia anche un'altra battaglia ritenuta strategica per il futuro del sistema penitenziario ligure: la riapertura di un Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria autonomo, con sede a Genova, dopo l'accorpamento con il Piemonte avvenuto nel 2015.
"Ci auguriamo che i Garanti vogliano sostenere insieme al SAPPE anche una battaglia istituzionale che riteniamo fondamentale per il futuro del sistema penitenziario ligure: la riapertura di un Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria autonomo per la Liguria, con sede a Genova. È un obiettivo fortemente richiesto dal territorio e ormai al centro del dibattito politico, dopo l'incomprensibile accorpamento del 2015 con il Piemonte, che ha progressivamente allontanato il centro decisionale dalle reali esigenze degli istituti liguri", affermano ancora i rappresentanti sindacali. Secondo Capece, molte delle criticità oggi denunciate sarebbero proprio una conseguenza di quella riorganizzazione.
In conclusione, il SAPPE richiama la necessità di intervenire rapidamente sia a tutela dei detenuti sia del personale di Polizia Penitenziaria. "La tutela della dignità delle persone detenute e quella del personale di Polizia Penitenziaria sono due facce della stessa medaglia. Non può esistere un carcere sicuro e rispettoso dei diritti senza garantire condizioni di lavoro adeguate agli agenti che ogni giorno assicurano la presenza dello Stato dietro le sbarre. Per questo chiediamo l'immediata riduzione della popolazione detenuta a Sanremo, il rafforzamento degli organici e la rapida istituzione del nuovo Provveditorato Regionale della Liguria, indispensabile per restituire efficienza e capacità decisionale all'intero sistema penitenziario regionale", conclude il sindacato.














