Economia - 27 luglio 2026, 07:00

Carta d'identità elettronica, SPID e portali online: come tenere in ordine le credenziali dei servizi digitali

Il Comune ha organizzato nelle scorse settimane diversi open day al Palafiori per il rilascio delle carte d'identità elettroniche, con sportelli aperti anche senza appuntamento

Carta d'identità elettronica, SPID e portali online: come tenere in ordine le credenziali dei servizi digitali

Il Comune ha organizzato nelle scorse settimane diversi open day al Palafiori per il rilascio delle carte d'identità elettroniche, con sportelli aperti anche senza appuntamento. La ragione è una scadenza ormai vicina: dal 3 agosto 2026 le vecchie carte cartacee non saranno più valide per l'espatrio e non offrono nessuna delle funzioni di identità digitale previste dalla CIE. Chi ritira il nuovo documento riceve anche un codice PIN e un codice PUK, che sono a tutti gli effetti credenziali da conservare.

Una pratica alla volta

È soltanto l'ultimo passaggio di un percorso cominciato da tempo. Per la tariffa agevolata dei parcheggi è necessaria l'iscrizione a una piattaforma con SPID o CIE. Il nuovo sistema di notifica delle sanzioni rimanda a un portale al quale si accede con le stesse credenziali. A questi vanno aggiunti il fascicolo sanitario elettronico, l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, l'app IO, la banca, la posta elettronica e i portali scolastici.

Nessuno di questi passaggi è sbagliato e la digitalizzazione ha risolto più problemi di quanti ne abbia creati: si evitano le file agli sportelli e si opera in qualsiasi momento della giornata. Il conto delle credenziali da custodire, però, è cresciuto pratica dopo pratica, senza che nessuno lo abbia mai fatto per intero.

I dati nazionali danno la misura del fenomeno. Secondo l'Agenzia per l'Italia digitale, alla fine di gennaio 2026 le identità SPID attive in Italia superano i 42 milioni: in pratica ogni adulto ne possiede una. E lo SPID, va ricordato, è un account come gli altri, con nome utente, password e secondo fattore di autenticazione. Un accesso in più da gestire, non uno in meno.

Il quadro nel Ponente

La moltiplicazione delle credenziali incrocia un fenomeno già misurato sul territorio. Secondo un'elaborazione su dati Istat, Ministero dell'Interno e Polizia Postale, la provincia di Imperia registra 665 denunce per truffe telematiche ogni 100 mila abitanti, con una crescita del 25 per cento rispetto al 2019: è la prima in Liguria e la ventesima nella graduatoria nazionale, quindi l'ultima tra le province più colpite.

Il dato più significativo riguarda però la composizione di quelle denunce: il 55 per cento è costituito da phishing, smishing e vishing, cioè dai tentativi di farsi consegnare credenziali fingendosi un ente affidabile. Non è il denaro il primo obiettivo, ma le chiavi d'accesso.

Più chiavi, stessa memoria

A parità di memoria, un numero crescente di credenziali comporta una conseguenza pressoché obbligata: prima o poi si comincia a riutilizzarle. La stessa password del portale comunale finisce sulla casella di posta, poi su un sito di acquisti, poi altrove. È un comportamento comprensibile, perché nessuno ricorda decine di combinazioni diverse.

Il problema è che basta una violazione presso uno qualsiasi di quei servizi, magari un sito minore e dimenticato, perché la stessa chiave venga provata automaticamente su tutti gli altri. E fra quelle chiavi, oggi, ce ne sono alcune che aprono il fascicolo sanitario e la posizione fiscale.

La risposta ragionevole non consiste nel ricordare di più, ma nello smettere di provarci. Un gestore password conserva tutte le credenziali dietro un'unica frase d'accesso, ne genera di lunghe e casuali per ogni servizio e le compila al posto dell'utente. Si memorizza una cosa sola e, non dovendo ricordare le altre, viene meno il motivo per cui le si riciclava.

Cosa conviene fare

Prima del 3 agosto conviene sistemare il documento. Quando arrivano il PIN e il PUK della CIE, vanno trattati come credenziali e non lasciati nella busta in un cassetto. Per il resto valgono due regole: una password diversa per ogni portale, soprattutto per quelli pubblici che contengono dati sanitari e fiscali, e l'autenticazione a due fattori ovunque sia disponibile, a partire dalla casella di posta elettronica, che nella pratica è la chiave d'accesso a tutte le altre.

Le code al Palafiori finiranno e la scadenza di agosto passerà, ma fra qualche mese ci sarà un altro portale e un'altra credenziale da registrare. È la direzione presa dai servizi pubblici e non tornerà indietro. L'unica scelta che resta al cittadino riguarda il modo in cui tenere in ordine quel mazzo di chiavi.


 

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