Aurelia Bis, Futuro Nazionale torna ad accendere il dibattito sul futuro della variante di Sanremo, criticando sia il progetto attualmente in discussione sia l'atteggiamento delle istituzioni coinvolte. Secondo il movimento, la città non dovrebbe "mendicare" la realizzazione di uno svincolo nella zona di Ponente, ma rivendicarlo come un diritto indispensabile per rendere realmente efficace l'infrastruttura. Nel mirino finiscono il Ministero, la Regione, ANAS e l'Amministrazione comunale di Sanremo, accusati di essersi accorti solo ora della scomparsa delle uscite occidentali previste nelle prime ipotesi progettuali.
Nel comunicato, Futuro Nazionale ricorda come nel 2023 il progetto fosse stato accolto con soddisfazione da tutti gli enti coinvolti, compreso Palazzo Bellevue. Oggi, sostiene il movimento, emergerebbe invece la mancanza degli svincoli a Ponente, una modifica che, secondo gli esponenti del gruppo, avrebbe dovuto essere contestata fin dall'inizio. "Le criticità tecniche erano note fin dal 2023" evidenzia il movimento, ricordando come fosse già stato segnalato il rischio di trasformare una strada a scorrimento veloce in un'arteria rallentata dalla presenza di numerose rotatorie e dalla soppressione dell'uscita nella zona del Solaro.
Particolarmente critico anche il passaggio dedicato all'Amministrazione comunale di Sanremo, accusata di essersi concentrata sul futuro svincolo di San Martino, definito provocatoriamente come "uno svincolo, per ora, soprattutto mediatico". Il movimento utilizza anche una metafora per descrivere la situazione: "A Sanremo abbiamo già abbastanza rotatorie. Non ci serve anche la rotatoria delle responsabilità, nella quale tutti girano, nessuno prende l'uscita e alla fine il traffico resta esattamente dov'è". Secondo Futuro Nazionale, il rischio è quello di realizzare un'Aurelia Bis che attraversi la città senza risolverne realmente i problemi di viabilità.
Nel documento viene chiamato in causa anche il viceministro Edoardo Rixi. "Risparmiare eliminando gli accessi che rendono utile l'opera non è economia: è spendere meno per costruire peggio", sottolinea il movimento, che ribadisce come Sanremo non debba chiedere "almeno uno svincolo intermedio", ma pretendere un collegamento completo, funzionale ed efficiente nella parte occidentale della città, dimensionato sui reali flussi di traffico e non sulle esigenze di contenimento dei costi dell'opera.
Le critiche si estendono anche agli altri rappresentanti istituzionali del territorio. Futuro Nazionale invita infatti il sindaco di Ventimiglia e il consigliere regionale Armando Biasi ad abbandonare quella che definisce una logica di campanile. "Chi rappresenta il Ponente ligure deve difendere tutto il Ponente ligure" si legge nella nota, nella quale si chiede che la programmazione dell'opera avvenga sulla base delle reali priorità infrastrutturali e non in funzione degli equilibri elettorali o della competizione tra amministrazioni su dove far partire i lavori.
Il movimento conclude avanzando quattro richieste precise: la garanzia formale che i lavori dell'Aurelia Bis inizino dalla variante di Sanremo, proseguendo poi verso Ventimiglia e Imperia; la realizzazione di uno svincolo funzionale nella parte occidentale della città; la pubblicazione del progetto aggiornato con costi, modifiche e cronoprogramma; e una presa di posizione netta dell'Amministrazione comunale, accusata di aver sostenuto il progetto salvo evidenziarne solo successivamente le criticità. "L'Aurelia Bis è un diritto del territorio, non una mancia elettorale. Sanremo non chiede favori. Sanremo pretende rispetto", conclude Futuro Nazionale.





