Una visione integrata che unisce lo sviluppo logistico del primo porto d’Italia alla rigenerazione profonda del tessuto sociale urbano. È questo il fulcro del sopralluogo effettuato dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, accompagnato dal Presidente della Regione Liguria e Commissario straordinario, Marco Bucci. La visita ha toccato i due cantieri simbolo della trasformazione genovese: la mastodontica Nuova Diga foranea e il complesso residenziale di Begato, nato dalle ceneri dei vecchi ecomostri.
Il cantiere della Nuova Diga foranea, pilastro del Piano Nazionale Complementare con un costo di oltre 1,5 miliardi di euro, ha ufficialmente superato il 40% della realizzazione complessiva. I numeri descrivono un’impresa ingegneristica senza precedenti: il basamento poggia a 50 metri di profondità, superando il record europeo di Algeciras. Ad oggi, la posa della ghiaia è al 99% (2,79 milioni di tonnellate) e sono stati posati 26 dei 73 cassoni previsti, con l’obiettivo di ultimare la struttura entro l’estate del 2027.
“Al 2028 Genova e il suo porto cambieranno volto,” ha dichiarato il Ministro Foti. “Non dobbiamo pensare solo a un modello italiano di porti, ma a un modello europeo. Genova potrà far scuola”. Il Ministro ha poi sottolineato la sostenibilità dell'opera, la prima in Italia ad applicare il principio DNSH (Do No Significant Harm), riutilizzando 5,6 milioni di metri cubi di materiali demoliti. Soddisfazione espressa anche dal Presidente Bucci, il quale ha evidenziato come l’infrastruttura permetterà l’accesso a navi lunghe fino a 450 metri, portando un incremento del 25% dei traffici e ricadute territoriali per 4,2 miliardi di euro. Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, ha aggiunto che la nuova configurazione creerà spazi vitali per il comparto di Sampierdarena e per le riparazioni navali.
Il sopralluogo si è poi spostato nel quartiere Diamante, dove l’ex Diga di Begato ha lasciato il posto a tre nuove palazzine ad alta efficienza energetica (NZEB). L’intervento, costato complessivamente 35 milioni di euro (di cui 15 dal fondo PINQuA del PNRR), ospita 60 alloggi e una nuova stazione dei Carabinieri. “I modelli degli anni '70-'80, i modelli alveari, hanno fallito,” ha affermato con nettezza il Ministro Foti. “Questo intervento rappresenta un modello valido oltre i confini liguri per la sua capacità di coniugare riqualificazione e inclusione sociale”.
Il Presidente Bucci ha annunciato che i primi inquilini potranno entrare nelle nuove abitazioni entro sei mesi. “Vogliamo che ci sia qualità di vita su tutte le fasce della popolazione,” ha spiegato Bucci, precisando che l'intenzione è quella di applicare questa filosofia anche ad altre aree critiche come le “Lavatrici” di Pegli o il CEP di Prà, pur ammettendo che per tali progetti servono ancora finanziamenti e la piena collaborazione del Comune di Genova.
L’assessore all’Edilizia Marco Scajola ha ribadito l'orgoglio per un’operazione che “mette al centro la dignità della persona,” trasformando un simbolo di degrado in un quartiere a misura d'uomo. Oltre ai cantieri, il confronto si è spostato su temi normativi e ambientali. Bucci ha proposto al Ministro una legge quadro per affrontare il problema degli appartamenti sfitti per motivi di manutenzione, suggerendo formule come il rent-to-buyper permettere agli inquilini di diventare proprietari. In tema di economia circolare, il Ministro Foti ha affrontato il nodo del termovalorizzatore, portando l'esempio della sua Piacenza: “Abito a 600 metri da un impianto e non ho mai visto impatti negativi sulla salute. Bisogna superare ogni remora ambientale”. Infine, sulla questione idrica del Brugneto, è emersa una volontà di accordo tra Liguria ed Emilia-Romagna, con Foti che ha auspicato una presa di coscienza anche da parte del Comune di Genova sui benefici storici di tale intesa.
L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone ha concluso la giornata ricordando che la Regione ha pronti numerosi altri progetti su difesa del suolo e sviluppo, in attesa dei necessari finanziamenti per proseguire sulla scia del “modello Liguria”.
































