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Attualità | 03 luglio 2026, 12:20

Liguria sempre più calda, acqua sotto pressione: i dati confermano la fragilità del territorio

A lanciare il segnale è il nuovo Rapporto SNPA “Il clima in Italia nel 2025": anche il Mar Ligure sta registrando temperature superficiali superiori alla norma, con un aumento significativo tra maggio e giugno. Un elemento che incide direttamente sul ciclo dell’acqua

Liguria sempre più calda, acqua sotto pressione: i dati confermano la fragilità del territorio

La Liguria si conferma sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico. Temperature in costante aumento, mare più caldo e risorse idriche sotto pressione delineano un quadro che richiama attenzione e monitoraggio continuo.

A lanciare il segnale è il nuovo Rapporto SNPA “Il clima in Italia nel 2025”, che fotografa un Paese più caldo e con minore disponibilità di acqua. Un quadro nazionale che trova riscontro anche nei dati raccolti da ARPAL, i quali mostrano come la Liguria, nei primi mesi del 2026, stia vivendo condizioni climatiche sempre più anomale.

L’analisi delle temperature medie giornaliere regionali evidenzia una prima metà dell’anno caratterizzata da anomalie termiche positive frequenti e persistenti. Dopo la forte ondata di calore di fine maggio, culminata il 26 maggio con un nuovo record della temperatura media giornaliera per quella data, il caldo ha continuato a farsi sentire anche nelle settimane successive, con valori superiori alle medie climatiche di riferimento.

Una situazione che non riguarda soltanto l’atmosfera. Anche il Mar Ligure sta registrando temperature superficiali superiori alla norma, con un aumento significativo tra maggio e giugno. Un elemento che incide direttamente sul ciclo dell’acqua: mare caldo e aria più calda favoriscono una maggiore evaporazione, alterano i livelli di umidità in atmosfera e influenzano il regime delle precipitazioni.

Ed è proprio l’acqua il nodo centrale. Sebbene il Rapporto SNPA evidenzi come le piogge del 2025 siano state complessivamente vicine alla media nazionale, la disponibilità idrica resta in calo. A livello italiano il deficit è del 7,4% rispetto alla media storica e del 19,2% rispetto al 2024. Un dato che assume un significato ancora più delicato in Liguria.

Il territorio ligure, infatti, presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente vulnerabile: bacini idrografici di piccole dimensioni, corsi d’acqua a regime torrentizio e una risposta molto rapida agli eventi meteorologici. Questo significa che periodi prolungati di caldo e assenza di precipitazioni possono ridurre rapidamente le riserve idriche, mentre piogge intense concentrate in poco tempo rischiano di trasformarsi in deflussi rapidi, senza garantire un’efficace ricarica delle falde.

Elia Folco

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