Politica - 02 luglio 2026, 00:39

Sentenze di condanna legate alle sanzioni di 'velox', Ventimiglia riconosce i debiti fuori bilancio: 21mila euro

I dispositivi saranno omologati. Scullino: "Bisogna rimodulare anche la velocità"

Sentenze di condanna legate alle sanzioni di 'velox', Ventimiglia riconosce i debiti fuori bilancio: 21mila euro

Discusso in consiglio comunale a Ventimiglia il riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194, comma 1, lettera A) decreto legislativo 267/2000 per sentenze esecutive.

"Prevede la riconoscibilità dei debiti fuori bilancio che derivano, tra le varie fattispecie, le sentenze esecutive" - dice il segretario generale Monica Veziano illustrando la pratica - "Ci troviamo di fronte a un atto dovuto in presenza di un provvedimento giudiziale di condanna. Il riconoscimento della leggibilità dei debiti costituisce poi il presupposto, una volta reperite le risorse finanziarie, per procedere alla liquidazione. In questa delibera andiamo a riconoscere, per un ammontare complessivo di 21mila euro, sentenze di condanna relative alle problematiche legate alle sanzioni per violazione del codice della strada rilevate tramite 'velox'. Il decreto del Mit ha due allegati: A, che contiene tutte le indicazioni tecniche per l'omologazione, e B, contiene un elenco dei prototipi che si ritengono omologati".

"Purtroppo, di queste variazioni d bilancio e le perdite continue di queste cause, non è la prima di cui dover discutere" - afferma il consigliere comunale di minoranza Gaetano Scullino - "E' una cosa che va avanti da un po' di tempo. Nell'ultimo mese da parte del Governo si è intrapresa l'iniziativa di andare verso l'omologazione. Sembra si sia trovata la forma per omologare gli apparecchi per poter evitare questo stillicidio di ammende. A che punto è questa pratica? Non è simpatico trovarsi davanti a un giudice visto che oggi non ci sia un apparecchio omologato. Che ci sia un chiarimento per mettere in condizione i singoli comuni di poter fare prevenzione in quei punti della città in cui c'è pericolo costante. Un auspicio è quello di, una volta trovato il modo di fare l'omologazione, verificare quelle installazioni, se sono state messe nelle posizioni giuste e se la velocità è quella giusta. L'azienda che oggi gestisce tutti gli apparecchi dei rilevatori ha partecipato a un bando pubblico e nel bando, il comando di polizia locale, ha specificato a chiare lettere come dovevano essere i rivelatori e in prima istanza è sottolineato che devono essere omologati e l'azienda ha sottoscritto che lo erano. C'è un contratto che ci vincola con questa azienda. Sono passati due anni e mezzo. La pubblica amministrazione ha sborsato circa 50mila euro. L'amministrazione cosa intende fare per recuperare questi 50mila euro? Ritengo che è un debito che deve essere imputato alla società perché può tranquillamente corrispondere. Non è giusto che i cittadini di Ventimiglia si facciano carico dei 50mila euro. L'azienda che gestisce questo servizio deve capire che l'amministrazione ha lavorato bene sulla richiesta, la risposta è stata affermativa ma non si è rilevata un'attenzione specifica su quello che è stato deliberato dalla pubblica amministrazione. Finalmente c'è un chiarimento, se passo da domani e faccio 55, ora pago. Ormai c'è un decreto e, perciò, pagano tutti. Per cercare di andare incontro alle esigenze e limitare un tantino, bisogna rimodulare anche la velocità dei rilevatori, soprattutto quello di Porra. Mi asterrò".

"Il nostro voto sarà contrario" - dice il consigliere comunale di minoranza Vera Nesci - "Il decreto del Mit non è ancora stato pubblicato. Rilevo che in questi debiti fuori bilancio ci sono sei cause nelle quali il Comune comunque è stato condannato alla lite temeraria. Ha dato una somma determinata di 500 euro più 500 euro a favore della cassa delle ammende. Abbiamo sei procedimenti che abbiamo perso, davanti al giudice di pace, ognuno dell'importo di 1456 euro. Ci sono anche sentenze della Cassazione, vuol dire che il Comune è arrivato fino in Cassazione per avere un risultato uguale a quello del giudice di pace".

La pratica passa nonostante due voti contrari e uno astenuto.

Elisa Colli

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