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Attualità | 01 luglio 2026, 07:05

Il Mondiale colora Sanremo: dalla Norvegia al Marocco, passando per Brasile e Olanda, la città si veste delle nazionali (Foto)

Manca l'azzurro dell'Italia, ma tra via Matteotti, piazza Bresca e il porto sono le maglie delle nazionali straniere a raccontare una competizione che vive anche lontano dagli stadi

Il giallo della Svezia, il rosso della Norvegia, l'arancione dell'Olanda, il rosso con gli inserti verdi del Marocco. E poi il verdeoro del Brasile, con le bandiere appese ai balconi e le maglie indossate con orgoglio. Manca l'azzurro dell'Italia, ma a Sanremo il Mondiale si vede eccome. Basta passeggiare lungo via Matteotti, attraversare piazza Bresca o arrivare fino al porto per accorgersi che la competizione iridata si gioca anche tra le vie della città.

Sanremo, da sempre crocevia di turisti e comunità provenienti da ogni parte del mondo, in questi giorni si è trasformata in un piccolo mosaico di colori, dove ogni maglia racconta una storia diversa. Non servono maxischermi o grandi eventi organizzati: è la gente a portare il Mondiale per strada. Lo hanno fatto ieri i tanti turisti norvegesi e svedesi presenti in città, che hanno seguito le rispettive nazionali sfoggiando con orgoglio le maglie ufficiali, spesso accompagnate da tatuaggi con i colori della propria bandiera. Un modo per sentirsi a casa anche a migliaia di chilometri di distanza, condividendo emozioni e appartenenza con chi indossa gli stessi colori.

C'è poi il tifo delle comunità straniere che da anni vivono nel Ponente. Per i tanti ragazzi marocchini presenti a Sanremo, la vittoria ai calci di rigore contro l'Olanda ha significato una notte vissuta con il fiato sospeso e una gioia esplosa al triplice fischio. Un successo celebrato senza nascondere l'orgoglio per una nazionale che continua a scrivere pagine importanti della propria storia calcistica. Dall'altra parte, nonostante l'eliminazione, anche i turisti olandesi hanno continuato a indossare con naturalezza la maglia arancione. Perché il tifo, soprattutto quando arriva da lontano, non si misura soltanto con i risultati.

E poi c'è il Brasile, guidato da Carlo Ancelotti, che lunedì ha superato il Giappone conquistando il pass per gli ottavi. Una vittoria che ha permesso alla numerosa comunità brasiliana presente a Sanremo di continuare a riempire la città di bandiere verdeoro, maglie gialle e sorrisi. È forse questo uno degli aspetti più belli del Mondiale. Non soltanto ciò che accade sul campo, ma quello che il torneo riesce a creare fuori dagli stadi: identità che si incontrano, culture diverse che convivono e si raccontano attraverso una semplice maglietta, una bandiera appesa a un balcone o un'esultanza condivisa davanti a un bar.

L'Italia, ancora una volta, non c'è. L'azzurro manca anche tra le vie di Sanremo. Ma la passione per il calcio continua comunque a colorare la città, trasformandola per qualche settimana in una piccola capitale del mondo. Perché, anche senza la Nazionale, il Mondiale si vive lo stesso. E a Sanremo lo si vive indossandolo.

Andrea Musacchio

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