Nuovo aggiornamento sul caso di Nessy Guerra, la giovane sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha. Dopo l'udienza che si è svolta ieri davanti al tribunale di Hurgada, è stata fissata la prossima data del procedimento relativo all'affidamento della bambina: le parti torneranno infatti in aula il 6 agosto.
Una decisione che conferma come la battaglia giudiziaria per il futuro della piccola Aisha sia ancora lontana da una conclusione definitiva e che prolunga ulteriormente i tempi di una vicenda che da oltre due anni coinvolge tribunali, istituzioni e autorità di due Paesi.
Parallelamente prosegue anche il secondo fronte giudiziario, quello relativo alla contestata condanna per adulterio. Secondo quanto appreso, la difesa depositerà infatti il ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha confermato in appello la condanna a sei mesi di carcere e lavori forzati nei confronti della giovane sanremese.
La scadenza per la presentazione del ricorso è fissata al 27 giugno e, una volta depositato l'atto, sarà successivamente comunicata una nuova data per il procedimento davanti alla Corte di Cassazione egiziana. Si tratta di un passaggio particolarmente importante, considerato che la difesa continua a contestare integralmente le accuse di adulterio e a sostenere l'innocenza della giovane.
Si aprono quindi settimane decisive su entrambi i fronti. Da una parte il procedimento relativo all'affidamento di Aisha, dall'altra quello legato alla condanna per adulterio: storie intrecciate che nelle ultime settimane hanno riportato il caso al centro dell'attenzione nazionale.
Proprio mentre in Egitto prosegue il percorso giudiziario, in Italia continuano ad arrivare attestati di vicinanza e iniziative istituzionali a sostegno di Nessy Guerra e della figlia. Nel primo pomeriggio di oggi sarà infatti il Consiglio comunale di Genova ad affrontare la vicenda attraverso una mozione dedicata al caso della giovane sanremese. Un'iniziativa che si inserisce in un percorso già avviato in numerose amministrazioni liguri.
Negli ultimi giorni il caso è infatti approdato nei consigli comunali di Ventimiglia, Imperia e La Spezia, mentre già nei mesi scorsi anche il Consiglio comunale di Sanremo aveva espresso all'unanimità la propria vicinanza alla giovane concittadina, auspicando una soluzione rapida della vicenda.
Una mobilitazione che si aggiunge all'attenzione politica nazionale emersa nelle ultime settimane, culminata con la conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati dalla deputata Stefania Ascari e con l'interessamento di parlamentari italiani ed eurodeputati che hanno portato il caso anche nelle istituzioni europee.
Il quadro resta dunque complesso e articolato. Da un lato i tempi della giustizia egiziana continuano a scandire il percorso processuale, dall'altro cresce la pressione politica e istituzionale affinché venga individuata una soluzione che consenta a Nessy Guerra e alla piccola Aisha di tornare in Italia, alla luce delle ultime minacce di Tamer Hamouda, che hanno coinvolto anche un rappresentante dello Stato italiano, ossia Orazio Gioacchini - vice console onorario a Hurgada.
L'appuntamento più vicino resta ora quello del ricorso in Cassazione. Poi l'attenzione tornerà inevitabilmente sul 6 agosto, data nella quale il tribunale di Hurgada sarà nuovamente chiamato a pronunciarsi sul futuro della bambina.





