Non si è fatta attendere la replica dell’avvocata Agata Armanetti alle dichiarazioni della senatrice della Lega Stefania Pucciarelli sul caso di Nessy Guerra, la 26enne sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha e condannata a sei mesi di carcere e lavori forzati per un presunto adulterio che continua a negare.
Nelle scorse ore Pucciarelli, componente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, aveva invitato a “far lavorare la diplomazia senza alimentare clamore o strumentalizzazioni anti-governo”, sottolineando come l’Ambasciata italiana stia seguendo il caso “con la massima attenzione”.
Parole alle quali Armanetti ha risposto con un lungo intervento in cui ha chiarito come, a suo dire, nessuno stia cercando uno scontro politico, ma piuttosto un intervento concreto per riportare in Italia Nessy e la figlia. “Intanto questa cosa che lei dice sulla responsabilità…”, esordisce la legale. “Io personalmente sono impegnata da due anni, ogni giorno, e sento la responsabilità di far tornare questa bambina dall’Egitto il prima possibile”.
L’avvocata respinge quindi con decisione qualsiasi lettura “anti-governativa” delle iniziative pubbliche organizzate negli ultimi giorni, compresa la conferenza stampa andata in scena alla Camera dei Deputati. “Nessuno vuole fare manifestazioni anti-governo”, afferma. “Anzi, era un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica e il Governo, che forse in questo momento è impegnato anche in altre situazioni”.
Armanetti riconosce apertamente il lavoro svolto quotidianamente dall’Ambasciata italiana in Egitto, ma sottolinea come il nodo centrale, secondo la difesa, sia ormai politico e non più giuridico. “L’ambasciata lavora ogni giorno, io lo so”, spiega. “Non credo che la senatrice Pucciarelli conosca il caso fino in fondo, perché penso non se ne sia occupata fino ad oggi. Comunque apprezzo il suo interessamento, ma dovrebbe indirizzarsi nel sensibilizzare il Ministro degli Esteri a concludere un accordo politico, perché dal punto di vista giuridico è già stato fatto tutto e oltre il tutto”.
Secondo la legale, infatti, le possibilità offerte dal percorso giudiziario sarebbero ormai praticamente esaurite. “Da un punto di vista giuridico io ci lavoro tutti i giorni”, dice ancora. “Ma non è più quello il focus”.
Armanetti distingue poi nettamente il ruolo dell’Ambasciata da quello che, a suo dire, dovrebbe invece essere l’intervento diretto della politica italiana. “L’ambasciata segue le questioni giuridiche, ma non può materialmente prendere la signora Guerra e metterla su un aereo”, afferma. “Quello lo deve fare il nostro Presidente del Consiglio, insieme al Ministro degli Esteri”.
Da qui la critica più dura, rivolta soprattutto alla gestione politica della vicenda negli ultimi due anni. “Purtroppo la diplomazia in questi due anni ha lavorato molto poco”, sostiene l’avvocata. “Il caso della signora Guerra è stato praticamente ignorato da un punto di vista politico. Non giuridico, perché sotto quel profilo si è lavorato continuamente”.
La legale torna quindi sul significato delle mobilitazioni pubbliche nate attorno alla vicenda della giovane sanremese. “Tutti abbiamo la responsabilità, anche la società civile, di far tornare Nessy a casa con la sua bambina”, afferma. “Invece di pensare che chi cerca di portare attenzione su questa storia lavori contro il Governo, bisognerebbe concentrarsi sulla situazione di Nessy e Aisha”.
Poi la chiusura, ancora una volta nel tentativo di spegnere qualsiasi polemica politica. “Nessuno vuole strumentalizzare niente”, conclude Armanetti. “Vogliamo semplicemente tenere acceso il focus su Nessy e sulla sua bambina”.