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Politica | 10 maggio 2026, 07:10

Ex ospedale di Ventimiglia, Stefani: "Contestiamo il prezzo della vendita"

"Il maggiore beneficio lo avrà il comune di Ventimiglia per questo riteniamo doveroso aprire un confronto serio affinché anche la comunità di Pigna possa ottenere forme concrete di collaborazione, compensazione e opportunità future", dice il consigliere comunale di minoranza

Ex ospedale di Ventimiglia, Stefani: "Contestiamo il prezzo della vendita"

"Forse il Sindaco continua volutamente a non comprendere la posizione della minoranza, oppure preferisce semplificarla per evitare di affrontare il vero nodo della questione. Nessuno di noi è contrario alla vendita dell’ex ospedale Santo Spirito, nessuno mette in discussione il valore culturale del progetto né le potenziali ricadute positive per Ventimiglia e per tutto il comprensorio intemelio. Quello che contestiamo è ben altro: il prezzo della vendita" - dice il consigliere comunale di minoranza a Pigna Patrizia Stefani replicando alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Roberto Trutalli in merito alla pratica discussa, ieri sera, in consiglio comunale riguardante la cessione dell’ex ospedale Santo Spirito di Ventimiglia alla Soprintendenza Ministero Beni Culturali per la realizzazione di un’area museale sull'antica Roma e sugli scavi archeologici.

"Continuare a ripetere che 'Pigna incasserà 2 milioni e 600 mila euro' senza ricordare che esistono perizie precedenti che attribuivano all’immobile un valore decisamente superiore significa raccontare una verità parziale ai cittadini. E chi amministra dovrebbe avere il dovere della trasparenza completa, non della narrazione conveniente" - sottolinea - "Il nostro compito non è applaudire ogni decisione della maggioranza. Il nostro ruolo è controllare, approfondire, sollevare dubbi e difendere fino in fondo gli interessi della comunità pignasca ed è esattamente quello che stiamo facendo. Perché la vera domanda è semplice: Pigna sta davvero ottenendo il massimo possibile da questa operazione? Secondo noi no. Ed è legittimo dirlo, così come è legittimo chiedersi perché si sia arrivati ad accettare una cifra notevolmente inferiore rispetto alle valutazioni esistenti".

"Il Sindaco parla di 'danno alla comunità' riferendosi a chi avrebbe voluto approfondire o discutere maggiormente la questione. Noi, invece, pensiamo che il vero danno per una piccola comunità come Pigna sia rinunciare con troppa leggerezza a risorse economiche che avrebbero potuto trasformarsi in servizi, manutenzioni, sostegno alle famiglie, opportunità per i giovani e investimenti concreti sul territorio. Perché ogni euro perso pesa enormemente in un piccolo comune" - mette in risalto - "È evidente che da questa operazione il maggiore beneficio lo avrà il comune di Ventimiglia, che potrà contare su una valorizzazione culturale, urbanistica e turistica di enorme portata grazie all’intervento del Ministero della Cultura ed è proprio per questo che riteniamo doveroso aprire un confronto serio affinché anche la comunità di Pigna possa ottenere forme concrete di collaborazione, compensazione e opportunità future. Pensiamo ai giovani, alla scuola, alla formazione, alla possibilità di creare percorsi culturali e formativi collegati al futuro Campus e alla nuova area museale, nel solco della visione culturale lasciata dal professor Isnardi. Noi non ostacoliamo il progetto. Chiediamo soltanto rispetto, equità e attenzione per il futuro della nostra comunità".

"Durante il Consiglio comunale, inoltre, ci è stato persino contestato di aver ringraziato i funzionari e la segreteria comunale senza aver rivolto lo stesso elogio al Sindaco e alla maggioranza. Francamente, assistere a un’autocandidatura agli applausi istituzionali lascia piuttosto perplessi. Ancora più sorprendente è stato sentirci dire che questa operazione dovrebbe essere vista 'oltre il valore economico', quasi come un gesto culturale destinato a portare il nome di Pigna nei secoli" - afferma -"E allora la domanda nasce spontanea: se il valore economico è così secondario, allora perché non regalare direttamente l’immobile? La verità è che amministrare significa sì avere una visione culturale ma anche tutelare fino in fondo il patrimonio pubblico e gli interessi economici dei cittadini".

"Sul tema della destinazione futura delle risorse, poi, continuiamo a registrare un silenzio inspiegabile da parte dell’Amministrazione. Da oltre due anni chiediamo l’istituzione di una commissione dedicata al Fondo Isnardi, uno strumento che garantirebbe confronto, trasparenza e condivisione sulle scelte future. Una richiesta mai accolta. E allora la domanda diventa inevitabile: perché questa commissione non si vuole creare?" - chiede - "Forse perché il confronto vero non è gradito. Forse perché condividere le decisioni non rientra nel metodo amministrativo di questa maggioranza. Noi continueremo comunque a fare il nostro dovere, con serietà, trasparenza e rispetto dei cittadini. Poi, come sempre, saranno i cittadini a giudicare. Ai posteri l’ardua sentenza".

Elisa Colli

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