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Sanità | 04 aprile 2026, 10:12

Sanità, preoccupazione nel Ponente: meno medici sul territorio e servizio di guardia medica ridotto in provincia di Imperia

Matteo Amato: “Serve attenzione nella fase di transizione”

Sanità, preoccupazione nel Ponente: meno medici sul territorio e servizio di guardia medica ridotto in provincia di Imperia

La riorganizzazione della continuità assistenziale nel Ponente ligure entra nel dibattito pubblico attraverso le parole di Matteo Amato, presidente delle Misericordie della Liguria, che interviene sulle criticità emerse nelle prime settimane di applicazione del nuovo modello.

"Dal 1° aprile la guardia medica ha subito un cambiamento significativo su tutto il territorio provinciale - spiega Amato - "si tratta di un servizio fondamentale che, solo tra Sanremo e Taggia, conta circa duemila interventi l’anno".

Secondo il presidente delle Misericordie liguri, la fase di transizione legata all’introduzione delle Case di Comunità richiede attenzione. "La nuova organizzazione ha portato a un accorpamento delle aree di intervento: oggi si coprono territori più ampi con una presenza medica ridotta".

Una situazione che, sottolinea, riguarda anche Ventimiglia, Bordighera, Imperia e Diano Marina. "Parte dei medici è stata destinata alle attività interne delle Case di Comunità, che operano su accessi programmati e non su interventi territoriali immediati. Il risultato è una minore capillarità del servizio, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi".

Amato richiama anche il ruolo del volontariato sanitario: "Le associazioni impegnate nel servizio segnalano un aumento dei carichi di lavoro, in particolare nei turni notturni, con interventi che richiedono spostamenti anche di decine di chilometri".

Il tema, aggiunge, diventa ancora più delicato con l’avvicinarsi della stagione estiva: "Quando la popolazione cresce, cresce anche la richiesta di assistenza. Il rischio concreto è l’allungamento dei tempi di intervento, soprattutto nelle zone più periferiche".

Le associazioni del territorio, tra cui Croce Rossa Italiana e ANPAS, si sono riunite per analizzare la situazione. "Abbiamo avviato un confronto per elaborare proposte migliorative condivise e contribuire in modo costruttivo all’evoluzione del sistema".

Tra le iniziative citate, i servizi sperimentali di assistenza sociosanitaria nelle aree dell’entroterra. "Dopo le esperienze nelle valli Argentina e Armea, modelli analoghi si stanno sviluppando in Val Verbone con il Comune di Vallecrosia e in Val Nervia con il Comune di Dolceacqua".

L’obiettivo, conclude Amato, resta chiaro: "Vogliamo garantire un servizio sanitario capillare ed efficace, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini anche in questa fase di evoluzione del sistema".

redazione

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