Eventi - 28 marzo 2026, 07:21

Sanremo, nasce il carro del Festival: un “grande televisore” di fiori per raccontare la storia della musica italiana (Foto e video)

Sarà fuori concorso ma tra i più attesi del Corso Fiorito: nel deposito Rt prende forma il carro della città, tra petali, note musicali e lavoro di squadra guidato da Floranga

C’è un luogo, lontano dai riflettori ma pieno di vita, dove prende forma uno degli spettacoli più attesi della primavera sanremese. È il deposito Rt, dove in queste ore si lavora senza sosta per completare i carri del Corso Fiorito. Tra questi, uno in particolare attira l’attenzione: il carro della città di Sanremo, fuori concorso ma simbolicamente il più rappresentativo. A guidarne la realizzazione è Roberto Fiumara, presidente dell’associazione Floranga, che racconta un progetto pensato per rendere omaggio al cuore stesso della città: il Festival di Sanremo.

Un carro che racconta il Festival. Il tema non poteva che essere quello della musica e della televisione. E infatti il carro sanremese sarà, prima di tutto, un’immagine riconoscibile. “Sarà un grande televisore dal quale, con una cascata, usciranno i fiori – spiega Fiumara –. Nella parte anteriore ci saranno tonalità di rosa, mentre sul retro i colori saranno più sul giallo. All’interno della cascata prenderanno forma le note musicali, proprio per richiamare il Festival”. Un’idea semplice ma potente, capace di unire due simboli: il fiore e la musica, da sempre legati all’identità della città.

Dal bozzetto al carro: settimane di lavoro. Dietro quello che domenica apparirà come uno spettacolo leggero e colorato, c’è un lavoro lungo e strutturato. La realizzazione del carro passa infatti attraverso più fasi, che iniziano ben prima dell’allestimento. “C’è una prima fase di studio, in cui si pensa al soggetto e si realizza un bozzetto con la disposizione dei fiori e dei colori – racconta Fiumara –. Poi si passa alla costruzione della struttura, che è la parte portante del carro”. Solo negli ultimi giorni si entra nella fase più visibile: quella dell’infioratura. “Abbiamo iniziato ieri e termineremo entro sabato, lavorando per rispettare i tempi”.

Un’esplosione di colori. A differenza di altri carri, non c’è un unico fiore dominante. La scelta è stata quella di puntare su un mix, dove a fare la differenza sono le tonalità. “Non c’è un fiore che prevale numericamente – spiega Fiumara –. Abbiamo utilizzato rose, gerbere, lilium, alstromeria e molte altre varietà. Il vero protagonista è il colore”. Un mosaico floreale pensato per creare un impatto visivo forte, in grado di colpire il pubblico già al primo sguardo.

Il lavoro dietro le quinte. Nel deposito Rt, intanto, il clima è quello delle grandi occasioni. Tra musica, fiori e lavoro condiviso, si respira l’atmosfera di una tradizione che coinvolge persone di tutte le età. “È uno dei momenti più belli – racconta Fiumara –. Anche se non siamo un gruppo numerosissimo, ci alterniamo per riuscire a portare a termine tutto nei tempi. È un lavoro di squadra”. Un impegno che richiama anche i primi passi di questa esperienza: “Il mio primo ricordo è del 2015, quando abbiamo realizzato il primo carro in una settimana, senza sapere bene da dove partire”.

Una tradizione che guarda lontano. Il Corso Fiorito resta uno degli eventi più identitari della città, anche se – come sottolinea lo stesso Fiumara – non sempre valorizzato quanto meriterebbe fuori dai confini locali. “È molto conosciuto qui, ma la televisione aiuta a farlo arrivare in tutta Italia. Chi viene da fuori, soprattutto da Piemonte e Lombardia, apprezza molto questa manifestazione”.

L’attesa per domenica. Il carro di Sanremo non sarà in gara, ma resta tra i più attesi. Perché rappresenta la città stessa, il suo simbolo più forte e riconoscibile. E la promessa, alla vigilia, è chiara: “Sì, rimarrete sorpresi – conclude Fiumara –. Perché saranno vere e proprie meraviglie fiorite che sfileranno per la città”. Un lavoro che si chiuderà sabato sera, quando gli ultimi fiori verranno sistemati. Poi, domenica, sarà il momento della sfilata. E il “televisore” di petali accenderà ancora una volta il racconto di Sanremo.

Andrea Musacchio

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