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Attualità | 14 marzo 2026, 12:44

Energia e materie prime, rincari fino al 60%. CNA Imperia: “Le tensioni internazionali colpiscono le piccole imprese”

CNA continuerà a chiedere interventi concreti per "evitare che siano proprio loro a pagare il prezzo più alto di crisi che non dipendono da loro”

Energia e materie prime, rincari fino al 60%. CNA Imperia: “Le tensioni internazionali colpiscono le piccole imprese”

È l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari registrati nelle ultime settimane a seguito dell’escalation del conflitto in Iran. A seguire rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi più contenuti per l’acciaio e prezzi sostanzialmente stabili per le farine. È quanto emerge da un monitoraggio realizzato dalla CNA su un campione di imprese, che evidenzia un aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime, l’inizio di tensioni sull’approvvigionamento e un forte incremento dei costi di spedizione e assicurativi, arrivati fino a 3.000 euro in più per un container standard.

Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha registrato un aumento del 60%, in linea con le quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam. Il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro per MWh, contro i 102 euro della Germania, i 63 euro della Francia e i 48 euro della Spagna. Tra le materie prime spicca il rame, con aumenti che sfiorano il 40%, sostenuti dalla forte domanda proveniente da settori come automotive e data center. Seguono ferro e profilati di alluminio, con rincari intorno al 20%.

Nel settore delle costruzioni si registrano incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo, mentre nella meccanica alcune plastiche segnano aumenti fino al 30%. Più contenuti invece gli aumenti dell’acciaio: +4% per i coils zincati, +3% per i laminati a caldo e prezzi stabili per i laminati a freddo. Anche il legno ha iniziato a risentire delle tensioni internazionali con aumenti tra il 10 e il 15%, mentre dopo il picco iniziale si è stabilizzato il prezzo dei carburanti: +15% per il gasolio e meno del 10% per la benzina.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’instabilità dei listini. In molti casi le quotazioni dei materiali restano valide solo per 24 ore e per alcuni prodotti, come tubazioni e raccordi in PVC, i fornitori accettano ordini con riserva di aggiornamento prezzi. Prezzi invece stabili per le farine, ma il settore dei prodotti da forno resta tra i più esposti alle oscillazioni energetiche: le bollette incidono per circa il 14% sui costi di produzione. L’energia pesa ancora di più su comparti ad alta intensità energetica come lapidei e tinto lavanderie, dove può rappresentare fino al 40% dei costi aziendali.

“Le tensioni internazionali – dichiara Luciano Vazzano, segretario CNA Imperia – dimostrano ancora una volta quanto le piccole e medie imprese siano le prime a subire le conseguenze delle crisi globali. I rincari dell’energia e delle materie prime stanno mettendo sotto pressione migliaia di attività artigiane e piccole imprese che già operano con margini molto ridotti”.

“Le guerre e le tensioni geopolitiche – prosegue Vazzanofiniscono quasi sempre per generare vantaggi per i grandi gruppi economici e per i mercati finanziari, mentre per le piccole imprese significano costi più alti, incertezza e difficoltà negli approvvigionamenti. CNA rappresenta quotidianamente queste imprese e continuerà a chiedere interventi concreti per evitare che siano proprio loro a pagare il prezzo più alto di crisi che non dipendono da loro”.

CNA Imperia sottolinea come sia necessario monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi dell’energia e delle materie prime e adottare misure di sostegno per le imprese più esposte, per evitare ricadute sull’economia locale e sull’occupazione.

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