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Cronaca | 05 marzo 2026, 08:20

Maxi frode nelle sale giochi: arrestato il 'dominus' del sistema di videolottery contraffatte, una sala sequestrata ad Arma di Taggia

Indagine della Guardia di Finanza di Imperia: smascherata una rete nazionale di apparecchi truccati e società intestate a prestanome. Sequestri per 2,5 milioni

Un articolato sistema di sale giochi con apparecchi elettronici contraffatti, diffuso in diverse regioni italiane e finalizzato a generare ingenti profitti in evasione d’imposta, è stato smantellato dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Imperia. L’operazione ha portato all’arresto domiciliare dell’organizzatore del sistema e alla denuncia di altre sette persone, oltre al sequestro di beni per oltre 2,5 milioni di euro. L’indagine è stata condotta dai militari del Gruppo di Imperia e ha preso avvio dall’osservazione di una sala giochi che continuava a operare nonostante la revoca della licenza di pubblica sicurezza. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di portare alla luce un ampio sistema di manomissione di apparecchi da intrattenimento e transazioni fraudolente, con ramificazioni su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale era guidato da un promotore di origine campana, considerato il dominus dell’organizzazione, e si avvaleva della collaborazione di vari soggetti e di una rete di imprese. Il gruppo acquistava dalla Germania macchine da gioco del tipo videolottery (VLT) e amusement with prize (AWP) che venivano successivamente contraffatte mediante l’apposizione di loghi falsi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, così da simulare la regolarità degli apparecchi. L’attività illecita integrava le violazioni degli articoli 473 e 474 del codice penale, relativi alla contraffazione e all’introduzione nello Stato di marchi falsi. Per eludere eventuali controlli delle autorità, gli indagati avevano ideato un sistema tanto semplice quanto efficace. Le apparecchiature illegali erano infatti dotate di un dispositivo di spegnimento rapido azionabile a distanza tramite telecomando. In caso di ispezioni, le macchine contraffatte potevano essere immediatamente disattivate lasciando accesi solo i dispositivi regolari collegati alla rete telematica dello Stato, che fungevano da “mera facciata in caso di controlli”.

Nel corso delle investigazioni, i finanzieri hanno anche voluto verificare l’entità dei guadagni derivanti dall’attività criminale. In questo contesto, alla barriera autostradale di Ventimiglia, al confine con la Francia, è stato effettuato un sequestro probatorio – poi convertito in sequestro preventivo – di 28.000 euro, denaro che un corriere palermitano stava per trasferire all’estero. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un articolato sistema di evasione fiscale. Il promotore dell’organizzazione, infatti, avrebbe utilizzato una rete di prestanome ai quali intestava le società operative. In questo modo venivano accumulati debiti erariali non pagati per 2.570.958,44 euro. L’operazione ha portato quindi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’organizzatore della frode, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Contestualmente sono state denunciate altre sette persone ritenute coinvolte nel sistema.

Nel corso delle attività sono state inoltre sequestrate quattro sale giochi, una situata ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, e altre tre nella provincia di Roma, oltre a 51 apparecchi elettronici contraffatti. Determinante, nelle attività tecniche, la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in particolare della sede di Imperia e dell’Ufficio Lazio 1. Su richiesta dell’Autorità giudiziaria, il G.I.P. del Tribunale di Imperia ha disposto anche una misura cautelare reale preventiva finalizzata alla successiva confisca per un valore complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro. Il provvedimento ha portato al sequestro di numerosi beni riconducibili agli indagati: due appartamenti, uno a Napoli, nelle vicinanze del quartiere Vomero, e l’altro a Grottaferrata, oltre a un’imbarcazione di lusso ormeggiata nel porto di Sapri e 22 veicoli. Le operazioni sono state eseguite con il supporto di diversi reparti della Guardia di Finanza competenti nei territori dove si trovavano imprese, residenze degli indagati e beni da sequestrare.

L’operazione conferma il ruolo della Guardia di Finanza nel presidio della legalità economico-finanziaria. Come evidenziato nel comunicato, il Corpo è chiamato a garantire al “sistema Paese un solido presidio di legalità finalizzato a prevenire, ricercare e contrastare ogni fenomenologia illecita di natura economico-finanziaria”, con particolare attenzione all’individuazione e alla tempestiva aggressione delle ricchezze accumulate illegalmente, frutto di evasione fiscale o di altre attività criminali.

Redazione

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