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Eventi | 27 febbraio 2026, 17:17

Festival di Sanremo, la serata delle cover: Francesco Renga e Giusy Ferreri omaggiano David Bowie

"Ragazzo solo, ragazza sola”, la versione italiana di “Space Oddity” con testo di Mogol, per un tributo tra memoria e identità

Durante la serata delle cover dell’edizione 2026 del Festival di Sanremo Francesco Renga salirà sul palco dell’Ariston insieme a Giusy Ferreri per interpretare “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione italiana di “Space Oddity” di David Bowie con testo firmato da Mogol.

Un omaggio che nasce da lontano, da una passione personale e da un legame artistico profondo. “Conosco Giusy da tempo, mi è sempre piaciuta la sua vocalità, ha un timbro unico. E poi è una donna simpaticissima. Volevo fare un omaggio a David Bowie a dieci anni dalla morte: è uno dei miei idoli, forse il più grande in assoluto. Farlo su questo palcoscenico è qualcosa di speciale”.

Ho ascoltato “Ragazzo solo, ragazza sola per la prima volta nei primi anni Settanta, ero piccolissimo. Grazie a mio fratello, che ha qualche anno più di me, ho avuto la fortuna di conoscere quella musica fin da giovane. Quando ho sentito questa versione italiana, essendo già innamorato follemente di Bowie, sono impazzito all’idea di ascoltare la sua voce con un testo in italiano. Un testo di Mogol che non è la traduzione letterale di “Space Oddity”, ma una storia completamente diversa. E mi sono chiesto con chi avrei potuto realizzare questa cosa: l’unica voce che secondo me poteva farla era Giusy”.

La telefonata a Ferreri è arrivata diretta, senza troppi preamboli. “Mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Ti piacerebbe venire?’. Io sono stata entusiasta da subito, ancora prima di sapere il brano - racconta Ferreri - .Gli ho detto subito sì. Nelle mie primissime esperienze musicali, con le prime cover band rock, facevamo anche repertorio dei Doors e altri brani di quel mondo. Sono acque in cui mi sento a casa, fanno parte del mio DNA artistico. E poi ho sempre apprezzato Francesco”.

Quando Renga le ha svelato il titolo, l’entusiasmo è cresciuto ulteriormente. “Quando mi ha detto che sarebbe stata “Space Oddity” sono rimasta senza parole. È una melodia eccezionale, conosciuta in tutto il mondo. Interpretarla in italiano, con il testo di Mogol, è qualcosa di particolare perché non è una traduzione letterale. In italiano funziona in modo diverso, ma il fatto che lo stesso Bowie abbia scelto di incidere questa versione nel 1970 è già di per sé un grande omaggio all’Italia. Noi ci accodiamo a quel gesto, celebrando anche i novant’anni del grandissimo Mogol”.

Chiara Orsetti

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