"La nomina del Sindaco Flavio Di Muro a Presidente della Commissione Immigrazione dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) apre una riflessione profonda sul contrasto tra prestigio istituzionale e azione amministrativa quotidiana. Nella nota ufficiale si fa riferimento a concetti come “gestione”, “accoglienza” e “integrazione”: parole impegnative che presuppongono visione politica ed equilibrio".
Interviene in questo modo 'Ventimiglia progressista' sulla nomina del sindaco frontaliero. "Tuttavia - prosegue - a Ventimiglia la realtà appare differente. Ad oggi non si è vista una strategia strutturata, bensì una sequenza di sgomberi ripetuti e una gestione costante dell’emergenza. Manca un progetto di medio-lungo periodo capace di ridurre le tensioni e rafforzare la coesione sociale; una responsabilità politica che ricade direttamente sulla figura del Sindaco. Le perplessità non riguardano solo la questione migratoria. Sul fronte puramente amministrativo, la scelta di insistere nei contenziosi sugli autovelox, nonostante orientamenti giurisprudenziali consolidati e pronunce sfavorevoli, ha portato l’ente a una condanna per lite temeraria. Oltre ai costi economici sempre più gravosi per le casse comunali, il danno reputazionale è enorme. In uno Stato costituzionale, il rispetto delle decisioni giudiziarie non è opzionale: non è coerente esigere il rispetto delle regole da parte di cittadini e migranti se poi l'istituzione stessa disattende le sentenze quando non sono gradite".
"La nomina all’ANCI - termina Ventimiglia progressista - rischia di restare un mero riconoscimento formale se non supportata dai fatti. La credibilità non si assegna per decreto: si costruisce nel tempo con i risultati, la coerenza e il rispetto delle istituzioni. È su questo terreno, e non sui titoli o sui ruoli romani, che si misura davvero la capacità di chi rappresenta una comunità complessa come quella di Ventimiglia".














