«La conclusione positiva della VAS sul progetto del waterfront è un passaggio rilevante, ma non è affatto la fine del procedimento. Resta aperta la questione centrale: le cubature previste sulla collina che circonda il porto turistico». A dichiararlo è Maria Spinosi, esponente del M5S intemelio, che analizza con cautela l'iter urbanistico che sta interessando la città del confine.
Secondo Spinosi, il punto decisivo non è marginale: «Non è un caso che il percorso abbia trovato uno sbocco dove non ci sono state obiezioni, come nell’area dell’ex laboratorio ferroviario verso il Nervia. Dove invece insistono le volumetrie più consistenti e impattanti, l’iter è ancora tutto da decidere. Il tema non riguarda solo il numero degli alloggi, ma la compatibilità tra le nuove costruzioni e la morfologia del nostro territorio».
La riflessione si sposta poi sul nodo economico: «Si parla di una possibile riduzione di circa 70 alloggi. Se così fosse, verrebbe inciso l’equilibrio economico-finanziario dell’intera operazione. È qui il punto: quando la sostenibilità economica dipende da un livello di edificazione che entra in tensione con la tutela del paesaggio, la questione non è più tecnica, ma di indirizzo politico. Nel nostro ordinamento il principio è chiaro: il progetto economico deve adeguarsi ai limiti della pianificazione e alla tutela del territorio, non il contrario».
In merito alle recenti reazioni dell'amministrazione comunale, la rappresentante pentastellata non usa giri di parole: «In questo quadro ancora incerto, le dichiarazioni del sindaco che parlano di “giorno storico” e di un immediato aumento dei valori immobiliari appaiono premature e poco prudenti. Premature perché la VAS non attribuisce diritti edificatori; poco prudenti perché alimentare aspettative economiche private su un procedimento ancora in evoluzione è rischioso. La partita decisiva si gioca ora, sulla collina».














