Sabato 14 febbraio verrà inaugurata la 19esima edizione di ‘Casa Sanremo’, il format creato e voluto fortemente nel 2008 da Vincenzo Russolillo, imprenditore campano che ha ‘sposato’ la città di Sanremo, da tempo ormai la sua seconda casa e che ha portato una ventata di novità alla kermesse canora matuziana.
Un format che ha trovato molte repliche, non certo copie, ma che hanno trovato spazio nella città dei fiori in occasione del Festival. ‘Casa Sanremo’ prima e ‘Tra palco e città’ sono due appuntamenti ormai imprescindibili del panorama matuziano in occasione dell’iconico appuntamento musicale di febbraio.
Diciannove edizioni: si può parlare di maturità? “Sì, assolutamente. Dopo il diciottesimo anno si entra in una fase di maturità ma anche di grande responsabilità. Ci avviciniamo al ventesimo anno e questo impone riflessioni importanti su ciò che siamo diventati e su ciò che vogliamo essere.” Nel 2008 avrebbe mai immaginato un percorso così lungo? “L’ho sperato, l’ho sognato e me lo sono posto come obiettivo. Ma tra sognare e realizzare c’è una grande differenza: servono tempo, impegno e la voglia di alzarsi ogni mattina per trasformare le idee in realtà.” All’inizio non sono mancati i cosiddetti ‘bastoni tra le ruote’. “Fa parte di tutte le novità. Quando arrivi con un’idea nuova, soprattutto da ‘straniero’, è normale che ci sia un momento di analisi. Non li ho mai visti come ostacoli, ma come rallentamenti naturali di un percorso di crescita.” Casa Sanremo ha cambiato il modo di vivere il Festival in città. “All’inizio eravamo in 300 metri quadrati, oggi il Palafiori è quasi piccolo per quello che deve accadere. Quell’intuizione iniziale non era sbagliata: oggi la città è piena di iniziative che raccontano il Festival, ed è un bene.”
Da evento ‘temuto’ a risorsa per il tessuto cittadino. “Oggi siamo completamente integrati con Sanremo. I nostri partner dormono, mangiano e vivono in città. I fornitori sono spesso sanremesi e con molti di loro abbiamo un rapporto ventennale. Nessuna polemica, anzi: è diventata una fortuna condivisa.” Quali sono le principali novità di questa edizione? “Regaliamo alla città uno spazio completamente nuovo: il Piano Zero, 1.800 metri quadrati riqualificati che ospiteranno radio, format dedicati ai giovani, podcast e momenti di produzione. È uno spazio che resterà alla città.” Casa Sanremo resta fedele alla sua missione originaria? “Assolutamente sì: costruire un luogo dove si vive il Festival, si guarda il Festival e si parla di Festival. Tra una canzone e l’altra ci saranno circa 300 eventi, dalla musica alla legalità, dai libri alla responsabilità sociale.”
‘Tra Palco e Città’ è ormai un format consolidato. Cosa cambia quest’anno? “Il Festival è sempre più diffuso. Siamo presenti al Porto Vecchio, a Piazzale Dapporto, a Santa Tecla. È una crescita naturale che dimostra come la visione del 2008 fosse corretta.” Il rapporto con la Rai oggi è una partnership solida. “Non ho mai pensato che la Rai ci vedesse come concorrenza. C’è stata una gestazione lunga ma giusta. Oggi il Palafiori è un hub funzionale, comodo e tecnologicamente avanzato per la produzione radiofonica e televisiva.” Inaugurazione il 14 febbraio: chi ci sarà? “Avremo Carlo Conti e, come negli ultimi anni, la conduzione sarà affidata a Grazia Serra, che guiderà anche ‘L’Italia in Vetrina’. Inoltre Casa Sanremo TV è ora sul digitale terrestre, canale 254, in tutta Italia.”
Come immagina Casa Sanremo nel 2027? “Non mi sono mai posto limiti. Lavoro su un’edizione mentre penso già alle modifiche della successiva. Mi auguro di mantenere lo stesso entusiasmo e lo spirito con cui sono arrivato qui nel 2008.” Dopo un periodo complesso per il Festival, oggi c’è più serenità? “Sì. È stato un momento di incertezza per tutti, ma il dialogo ritrovato tra Comune e Rai permette di guardare al futuro con più tranquillità e di fare investimenti che resteranno alla città.” E durante l’anno il Palafiori continuerà a vivere? “Certo. Quello che è acceso quest’anno non si spegnerà più: continueremo con eventi, campus formativi e attività aperte alla città. Casa Sanremo non è solo una settimana, è un progetto continuo.”














