Il sistema degli appalti pubblici continua a non rispondere alle esigenze delle micro e piccole imprese che operano nei settori dell’edilizia, degli impianti, dei servizi e delle manutenzioni, comparti strategici per l’economia della provincia di Imperia e per la qualità dei servizi resi ai cittadini. Si tratta di imprese che garantiscono sicurezza degli edifici, efficienza energetica, manutenzione del patrimonio pubblico e continuità dei servizi, ma che incontrano forti ostacoli nell’accesso alle gare pubbliche. Procedure complesse, bandi poco chiari e requisiti spesso sproporzionati rispetto alla dimensione aziendale finiscono per penalizzare proprio chi opera quotidianamente sul territorio.
«Parliamo di imprese che ogni giorno lavorano su cantieri, scuole, strade, edifici pubblici, reti e servizi essenziali», dichiara Luciano Vazzano, Segretario di CNA Imperia. «Eppure, quando si tratta di appalti pubblici, queste stesse imprese vengono messe ai margini da un sistema che sembra pensato solo per grandi operatori». Nei settori dell’edilizia e degli impianti, la concentrazione degli appalti in lotti unici e di importo elevato esclude di fatto imprese locali qualificate, che avrebbero competenze adeguate per svolgere parti specifiche dei lavori. Nei servizi e nelle manutenzioni, invece, è il peso della burocrazia e l’eccesso di documentazione a rendere spesso antieconomica la partecipazione alle gare.
«Un’impresa non può permettersi di investire settimane di lavoro solo per partecipare a una gara, senza alcuna garanzia di sostenibilità economica», sottolinea Vazzano. «Questo non è mercato, è una selezione basata sulla capacità amministrativa e non sulla qualità del lavoro». CNA Imperia evidenzia inoltre come la digitalizzazione delle procedure, se non accompagnata da una reale semplificazione e da piattaforme uniformi, rischi di trasformarsi in una nuova barriera per le imprese artigiane e di piccola dimensione. «La transizione digitale non deve diventare un ostacolo», aggiunge il Segretario. «Servono procedure chiare, standardizzate e proporzionate, che permettano alle imprese di concentrarsi sul lavoro e non sulla carta».
Tra le richieste centrali dell’associazione c’è la suddivisione degli appalti in lotti funzionali, che dovrebbe diventare la regola, soprattutto nei lavori edili, impiantistici e di manutenzione, per favorire la partecipazione delle imprese del territorio, aumentare la concorrenza reale e migliorare la qualità degli interventi. «Difendere l’accesso delle micro e piccole imprese agli appalti pubblici è una vera battaglia sindacale», conclude Vazzano. «Significa tutelare lavoro, occupazione e legalità. CNA Imperia continuerà a vigilare e a farsi portavoce delle imprese affinché il sistema degli appalti diventi uno strumento di sviluppo e non di esclusione».
CNA Imperia ribadisce infine il proprio impegno al fianco delle imprese del territorio, chiedendo alle istituzioni un cambio di passo concreto: meno burocrazia, più fiducia nelle competenze locali e una pubblica amministrazione davvero alleata dello sviluppo economico.














