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Cronaca | 29 gennaio 2026, 18:30

Inchiesta sul poliziotto di Ventimiglia, il gip dice no all’interdizione dal servizio: “Accuse ridimensionate”

Respinta la richiesta della procura di Imperia: per il giudice mancano esigenze cautelari attuali e concrete, pesano le testimonianze dei colleghi e le contraddizioni emerse nell’indagine

Inchiesta sul poliziotto di Ventimiglia, il gip dice no all’interdizione dal servizio: “Accuse ridimensionate”

Il giudice per le indagini preliminari di Imperia ha deciso di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti dell’agente della Polizia di Stato in servizio al commissariato di Ventimiglia coinvolto in un’inchiesta della procura. L’indagine, che ipotizza a vario titolo i reati di omissione di atti d’ufficio, falso, lesioni, minaccia aggravata e peculato d’uso, riguarda l’assistente capo, il quale ha sempre negato ogni responsabilità ed è stato sentito dal magistrato nei giorni scorsi.

A chiedere l’interdizione dal servizio era stato il pubblico ministero, ma il gip Massimiliano Botti ha respinto l’istanza con un’ordinanza dettagliatamente motivata. Secondo il giudice, dagli atti non emergono elementi sufficienti per giustificare l’adozione di una misura cautelare, anche alla luce delle incongruenze riscontrate nella ricostruzione dei fatti contestati.

Nel provvedimento, il gip ha inoltre richiamato alcune deposizioni di colleghi dell’agente, che hanno fornito un quadro positivo del suo operato, descrivendolo come un poliziotto impegnato e coraggioso, soprattutto in attività investigative complesse e delicate. Questi elementi, uniti a una valutazione ridimensionata delle accuse, hanno portato il giudice a escludere la sussistenza di esigenze cautelari attuali e concrete.

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