Si apre una nuova fase per la gestione dei rifiuti nelle campagne italiane. La semplificazione amministrativa, da tempo sollecitata dal comparto primario, entra finalmente nel vivo con l'operatività dell'esenzione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti)per tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con un volume d’affari annuo fino a 8.000 euro. Un risultato ottenuto grazie alla costante azione di pressione esercitata da Cia-Agricoltori Italiani.
La disposizione, introdotta ufficialmente con l’articolo 1, comma 789 della legge di Bilancio 2026, amplia sensibilmente la platea delle aziende esentate. Se in precedenza il limite era fissato per chi dichiarava un volume d'affari inferiore agli 8.000 euro, ora l'esonero si estende a tutti gli imprenditori agricoli che scelgono di adottare sistemi alternativi di tracciabilità integrati in circuiti di raccolta organizzati.
«Si tratta di un riconoscimento concreto della specificità del nostro settore – sottolinea la Confederazione – che punta a ridurre oneri e adempimenti burocratici spesso superflui, favorendo una gestione dei rifiuti più snella, efficiente e sostenibile».
Il nuovo meccanismo sostituisce le complesse procedure digitali del RENTRI con una gestione più agile e proporzionata: per garantire la tracciabilità sarà infatti sufficiente la semplice conservazione per tre anni del documento di conferimento rilasciato dalle piattaforme di raccolta. Un sistema che assicura il pieno controllo ambientale senza gravare sull'operatività quotidiana delle aziende.
L’impegno della Confederazione, tuttavia, non si ferma qui.
Nonostante il traguardo raggiunto, Cia-Agricoltori Italiani mantiene alta la guardia. L'impegno della Confederazione si sposta ora sul piano attuativo. È considerato fondamentale, infatti, che il Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) proceda rapidamente all’emanazione di linee guida operative chiare.
«Occorre sciogliere le ultime criticità applicative – conclude la nota di Cia – affinché lo spirito di semplificazione della norma non venga tradito e l'alleggerimento del carico amministrativo per gli agricoltori diventi una realtà pienamente fruibile».










