La reazione dell’assessore Piana dimostra che, invece di affrontare il merito della questione, si preferisce spostare l’attenzione altrove”. Così il consigliere regionale Enrico Ioculano, il segretario provinciale del Partito Democratico Pietro Mannoni e il consigliere provinciale Gabriele Cascino intervengono nel dibattito sulla nuova classificazione dei Comuni montani.
“Il punto non è fare la conta di quanti Comuni restano formalmente dentro o fuori da una definizione – spiegano – ma capire quali conseguenze concrete avranno le scelte del Governo e della Regione sui territori dell’entroterra. Con i criteri imposti da Roma, molte realtà che vivono da sempre condizioni di isolamento, carenza di servizi e difficoltà infrastrutturali rischiano di perdere strumenti fondamentali”.
Secondo Ioculano, Mannoni e Cascino, le dichiarazioni rassicuranti dell’assessore regionale non rispondono alle preoccupazioni espresse da sindaci, amministratori locali e comunità interessate: “Dire che ‘non cambia nulla’ non basta, perché nella vita quotidiana di quei Comuni il cambiamento si sentirà eccome, a partire dalle risorse disponibili e dalla possibilità di garantire servizi essenziali”.
“Se davvero si vuole difendere la montagna ligure – proseguono – occorre avere il coraggio di dire che la legge voluta dal ministro Calderoli è inadeguata e che i parametri esclusivamente tecnici non fotografano la realtà dei nostri territori. La montagna non è solo una quota altimetrica, ma un insieme di fragilità sociali ed economiche che vanno riconosciute”.
“Per questo chiediamo alla Regione Liguria di smettere di fare da spettatrice e di farsi promotrice di una revisione dei criteri, coinvolgendo i Comuni e le rappresentanze locali. Difendere le aree interne significa assumersi responsabilità politiche, non limitarsi a polemiche di giornata”.










