Le criticità nella gestione e nella manutenzione del Tennis Club di Ospedaletti tornano al centro del dibattito politico e cittadino. A riaccendere la polemica è il gruppo Ospedaletti Insieme, che rivendica di aver denunciato da tempo una situazione definita “gravemente compromessa” e rimasta, secondo il gruppo, inascoltata dall’Amministrazione comunale. A confermare queste preoccupazioni, non solo le segnalazioni locali, ma anche le critiche pubbliche espresse da giocatori internazionali che hanno partecipato al recente torneo ITF Masters, commenti apparsi sulla stampa specializzata e generalista. Le osservazioni parlano chiaro: strutture inadeguate, servizi carenti e un’immagine della città penalizzata da un impianto non all’altezza di un evento sportivo internazionale.
“Quanto emerso durante il torneo non fa che confermare ciò che era sotto gli occhi di tutti”, sottolinea Ospedaletti Insieme, puntando il dito contro quella che viene definita una gestione fallimentare della concessione. Nel mirino del gruppo c’è soprattutto la transazione concordata tra Comune e Società concessionaria, che prevede – secondo quanto contestato – un intervento mirato principalmente sul bar del circolo, separandone la gestione dall’attività sportiva. Una scelta giudicata “miope e fuorviante”, perché non affronta il problema principale. “Si tenta di risolvere una crisi strutturale intervenendo solo su un elemento accessorio”, affermano dal gruppo civico, ribadendo che “la vera ragione d’essere del Tennis Club è l’attività sportiva, non il bar”.
Secondo 'Ospedaletti Insieme', la città non ha bisogno di un bar in più, ma di un impianto sportivo efficiente, moderno e pienamente funzionale, capace di attrarre eventi e praticanti. Particolare perplessità viene espressa anche in merito al nuovo bando, che prevederebbe la realizzazione di una nuova struttura per la segreteria del tennis, con costi che verrebbero scomputati dal canone di affitto. Una soluzione che, secondo i critici, “solleva interrogativi evidenti sulla reale convenienza per il Comune e sulla trasparenza complessiva dell’operazione”. Resta quindi aperta una domanda chiave, che il gruppo pone direttamente all’Amministrazione: come si può pensare di rilanciare un complesso sportivo ridotto a “struttura di risulta”, agli occhi di cittadini e sportivi, senza mettere mano alla concessione e senza un serio progetto di rilancio sportivo, gestionale e strutturale?
Un interrogativo che, almeno per ora, rimane senza risposta, mentre il futuro del Tennis Club continua a essere oggetto di forte preoccupazione e confronto pubblico.










