Leggi tutte le notizie di SALUTE E BENESSERE ›

Politica | 10 gennaio 2026, 12:45

Sanremo, Spiraglio Imperiese torna in piazza: domani sera alla stazione la mobilitazione per l’autodeterminazione

Il collettivo annuncia una nuova protesta contro il controllo sui corpi femminilizzati e l’ingerenza dei dogmi religiosi nei diritti e nella sanità pubblica

Sanremo, Spiraglio Imperiese torna in piazza: domani sera alla stazione la mobilitazione per l’autodeterminazione

E' prevista per domani alle 19.30, alla Stazione di Sanremo, una nuova mobilitazione promossa dall’associazione Spiraglio Imperiese. L’iniziativa si inserisce in un percorso di protesta che il collettivo dichiara di voler portare avanti con continuità, senza limitarsi a una singola dimostrazione e senza porsi come guida esterna al territorio.

L’associazione sottolinea il proprio radicamento locale e la conoscenza diretta delle criticità che attraversano la città e la provincia: dalle scuole, dove la salute riproduttiva viene ancora trattata come un tabù, ai consultori e agli ospedali, segnati – secondo Spiraglio Imperiese – dallo smantellamento della sanità pubblica e dalla scarsa attenzione all’accessibilità. Viene inoltre denunciato un clima di controllo sociale e giudizio costante sui corpi femminilizzati e sulle persone capaci di concepire.

Al centro della mobilitazione c’è una presa di posizione netta contro ogni “pretesa di possesso” sui corpi altrui e contro l’ingerenza dei dettami religiosi nelle leggi e nella sanità pubblica. L’associazione ribadisce il carattere laico dello Stato e rivendica il diritto all’autodeterminazione, dichiarandosi esplicitamente “pro aborto” e rifiutando qualsiasi tavolo di dialogo con chi mette in discussione diritti considerati fondamentali.

Nel testo, Spiraglio Imperiese critica duramente le esternazioni della curia, accusata di promuovere una cultura della colpa e della vergogna, e respinge la stigmatizzazione pubblica delle donne e delle persone che scelgono di abortire. In risposta, il collettivo annuncia una forma simbolica di contro-manifestazione, definita una “messa di rispetto e liberazione”, pensata per opporsi a quella che viene descritta come una narrazione colpevolizzante.

La manifestazione di domenica si preannuncia dunque come un momento di protesta e rivendicazione, condotto – come affermano le attiviste e gli attivisti – “con rabbia e rumore”, per riaffermare la libertà di autodeterminazione e il rifiuto di imposizioni, dogmi e giudizi sui corpi altrui.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium