Ascolto e condivisione al centro dell'incontro con la cittadinanza organizzato, in serata nell'oratorio di Terrasanta a Bordighera, dai nove consiglieri comunali dimissionari Marzia Baldassarre, Barbara Bonavia, Massimiliano Di Vito, Mauro Bozzarelli, Massimiliano Bassi, Fulvio Debenedetti, Giuseppe Trucchi, Alessandro Albanese e Sara Piantoni.
Un'occasione per spiegare ai presenti i motivi per i quali, ormai gli ex consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, hanno deciso di firmare la sfiducia al sindaco Vittorio Ingenito che ha così causato la caduta della sua amministrazione e il subentro di un commissario fino alle prossime elezioni amministrative. "Non siamo qui per dirvi chi sarà il candidato sindaco, non siamo ancora in quella fase" – dice Massimiliano Bassi, ex consigliere comunale di minoranza – "Stiamo cercando di creare un gruppo e un programma con coloro che ne avranno il piacere. Dal gruppo che andrà a formarsi, si cercherà il nome del candidato o della candidata a sindaco".
"L'obiettivo di questo incontro è quello di creare un primo spazio di ascolto. I chiarimenti sono doverosi" – fa sapere Marzia Baldassarre, ex assessore ed ex consigliere comunale di maggioranza – "Dopo settimane difficili per la vita amministrativa della città abbiamo sentito il dovere di spiegare il motivo della scelta della maggioranza del consiglio comunale di dare corso alle dimissioni dell’ex sindaco e, quindi, di sottoscrivere, davanti ad un notaio, le dimissioni dalla carica di consiglieri comunali. Abbiamo dichiarato come motivazione 'l’impossibilità del proficuo svolgimento del mandato ricevuto'. Non è stato un gesto improvviso e non nasce da contrapposizioni personali ma da un percorso lungo. E' stato il completo indebolimento del rapporto politico tra sindaco e consiglio comunale, che è l’organo più rappresentativo del Comune e fulcro del buon funzionamento di un'amministrazione. Si era rotto un rapporto, è stato un gesto di responsabilità. Ci siamo dovuti sempre scontrare con l’assenza dialogo, la mancanza di programmazione condivisa e l’impossibilità di dare risposte concrete ai cittadini".
"E' stata la scarsa comunicazione che c'è stata" - sottolinea Massimiliano Di Vito, ex consigliere comunale di maggioranza - "Un potere molto oligarchico, di pochi, e questo in un gruppo non va bene, altrimenti si creano dei capi e non dei leader. E' inutile stare chiusi dentro a un comune, mancava il rapporto con la cittadinanza. Avevo l'illusione che potesse cambiare ma non è successo e così è cambiato il rapporto. E' una scelta che non si fa a cuor leggero, è stata una scelta difficile e sofferta anche se inevitabile. A mancare è stata la vicinanza ai cittadini e anche ai consiglieri, che non hanno potuto lavorare come invece avrebbero voluto. Serve molta più comunicazione e bisogna dare importanza a tutti. Sono sempre stato messo nell’angolino. Un consigliere, invece, deve avere la possibilità di lavorare come un assessore. Il turismo è importante e, come avevo già fatto presente, bisogna rivedere le commissioni del turismo".
"Seguo la politica da quando avevo 14 anni, per me è una passione enorme e la scelta presa è stata sofferta. Non mi ricandiderò ma era doveroso dare delle spiegazioni ai cittadini su quello che era successo" – dichiara Mauro Bozzarelli, ex consigliere comunale di maggioranza - "E' stato un atto nato da un problema fondamentale: il primo dovere di un sindaco è garantire la governabilità della città, per farlo devi mantenere un gruppo unito e lo tieni unito ascoltandolo ma non è stato fatto. Essere un consigliere comunale significa avere degli oneri in più rispetto agli altri cittadini, si fa portavoce dei dubbi e delle lamentele degli amici. Se questa catena si interrompe ecco che nel tempo è la famosa goccia che buca. Diventa difficile spiegare il perché le loro istanze non vengono recepite. Se io consigliere non posso svolgere il mio ruolo allora non servo assolutamente a nulla. C’è un problema di gestione dell’amministrazione e, quindi, siamo arrivati a prendere questa decisione dopo due anni e mezzo".
"Abbiamo cercato di fare un’opposizione attenta, di controllo e molto propositiva" - afferma Alessandro Albanese, ex consigliere comunale di minoranza alla sua prima esperienza - "Purtroppo non mi è stata mai data la possibilità di proporre nulla, era sempre uno scontro. Di tutte le mozioni che ho preparato non ne è stata votata una favorevolmente. Specialmente l’ultima, una consulta sul commercio a cui tenevo in modo particolare, è stata rimandata e poi finita in un cassetto. Abbiamo preparato un questionario da distribuire tra i presenti per capire cosa si può fare per migliorare la città".
"Non mi è stato permesso di svolgere il mio ruolo di consigliere con la delega alla cultura. Non sono riuscita a portare avanti dei progetti perché sono stata messa in un angolino" - dice Barbara Bonavia, ex consigliere comunale di maggioranza - "Non mi è stato permesso di lavorare per migliorare la mia città e di questo mi dispiace perché sono una bordigotta. La decisione è stata molto sofferta perché non abbiamo mandato a casa un sindaco, noi ci siamo mandati a casa e non è stato semplice da fare".
"Sono la più giovane e sono di Bordighera. E’ stata un’esperienza" - aggiunge Sara Piantoni, ex consigliere comunale di minoranza alla sua prima esperienza - "Non posso dire che sia stata bella ma è stata tosta. Non sono soddisfatta al cento per cento di quello che è stato il mio lavoro da consigliera. C’è bisogno di giovani, non ne vedo ancora abbastanza, perché la città è il nostro futuro".
"L'opposizione può lavorare se c'è l'attenzione della maggioranza a farla lavorare. Ho fatto opposizione per otto anni: cinque anni più altri tre fino a quando ci siamo dimessi e poi di conseguenza è caduta l'amministrazione" – interviene Giuseppe Trucchi, ex consigliere comunale di minoranza - "Sono sempre stato rispettoso nei confronti di tutti e attento ai problemi. Apprendevo, però, le informazioni sempre dai giornali invece che dal sindaco. Sui temi che ho portato non sono quasi mai stato ascoltato. Parecchi anni fa, quando è stato deciso di rifare la passeggiata a mare, avevo proposto che si facesse un concorso di idee. Sarebbero arrivati progetti in modo gratuito e si sarebbe potuto scegliere. Mi è stato risposto che si sarebbe perso troppo tempo: serviva aspettare sei mesi dopo aver atteso 40 o 50 anni. Insomma, come a dire 'abbiamo deciso, tu non conti niente'. Il contratto per l’ospedale Saint Charles è rimasto lì da firmare sei anni perché i soldi non bastavano, ora funziona perché la Regione ci ha messo 6/7 milioni di euro. Su Villa Regina è un anno e mezzo che è stato affidato l’incarico ed è ancora chiusa. Sono stati stanziati soldi su corso Italia invece che sulle scuole. I nostri bimbi sono sistemati come pulcini in un pollaio. I problemi interni alla maggioranza erano molto forti da almeno un anno, forse anche due, e impedivano probabilmente di governare la città con una certa serenità".
"Se non ascoltava la maggioranza, figurati le minoranze" - mette in risalto Fulvio Debenedetti, ex consigliere comunale di minoranza - "E' stata una mancanza di comunicazione. I problemi della città li conoscevamo due giorni prima del consiglio comunale e così non c'era modo per potersi preparare, analizzare bene le pratiche o metterci le mani. Vi è una serie di lavori ma fatti o non finiti. Se vi ricordate, Pallanca aveva fatto un accordo con la società Angst per far sì che la trasformazione dell’ex albergo in appartamenti avvenisse contestualmente all'abbattimento e alla ricostruzione del Palazzo del Parco e ora, invece, ci sono solo punti interrogativi su chi potrà fare questi lavori. L’Angst è finito da un bel po’ mentre l’amministrazione Ingenito ha deciso, facendo un grande favore alla società, di monetizzare gli oneri di urbanizzazione e il Palazzo del Parco è ancora così. Gli interrogativi restano. Mettendo insieme persone che vogliono solo il bene di Bordighera si potrà migliorare la città. La città è nostra e vogliamo riprendercela".
"Ringrazio Trucchi per le battaglie fatte per l'ospedale di Bordighera, non è mai stato ringraziato ma ha sempre lottato. Insieme abbiamo fatto la battaglia per la scuola bruciata. Hanno chiesto soldi a destra e a manca per la ricostruzione della scuola di via Napoli quando i soldi in cassa c’erano, bastava dirottarli su quell’intervento. E' stata data la possibilità con un bando di avere i soldi per farla ripartire ma è ancora così. Bastava mettere da parte tre milioni di euro e invece non è stato fatto. Hanno pensato di mettere 190mila euro, sperando che la Regione metta il resto, oltre al primo lotto già partito. Noi, invece, volevamo che questa opera fosse fatta in maniera prioritaria" – conclude Massimiliano Bassi – "Basta vedere come si sono sono comportati con i commercianti ambulanti, chiedendo un aumento dei canoni che è finito con un ricorso al Tar, che ha dato ragione ai mercatari, e in Consiglio di Stato, perso dal Comune. Ci sono state scelte che non potevamo condividere: una è stata la macchina per togliere i chewing-gum dai marciapiedi. Funziona ma sono stati spesi un sacco di soldi: 1900 euro. Tutti si lamentano del nuovo lungomare visto che gli autobloccanti già dondolano. Abbiamo portato in consiglio comunale le nuove norme e mi hanno preso per pazzo. C'è stato il problema dei pescatori per il piano ormeggi del porto: invece del dialogo hanno preferito mettere un muro. E’ vero, quando si amministra non si può accontentare tutti, però serve il dialogo e invece loro hanno messo un muro. Tutte queste cose hanno dato sprono a noi consiglieri di prendere questa decisione dolorosa. Ora c'è un commissario e così tutto lo straordinario viene bloccato ma almeno si va avanti con l'ordinario. Il commissario può approvare il bilancio che era stato già approvato in commissione ma sicuramente la città rallenterà per sei mesi. Le variazioni di bilancio che volevano portare verranno, invece, bloccate. Vogliamo ascoltare le istanze e i suggerimenti dei presenti. Dobbiamo creare un programma che soddisfi tutti. Vogliamo creare isole pedonali, migliorare le spiagge, i sentieri e valorizzare la storia e la cultura della città".
Un momento aperto di confronto con la cittadinanza. E' stato, infatti, consegnato alle tantissime persone presenti un sondaggio da compilare anonimamente e poi sono stati ascoltati bisogni, idee, proposte, pensieri, riflessioni e visioni per migliorare la città. Diversi i temi affrontati, come la sporcizia e i rifiuti che invadono la città, i marciapiedi e le strade rotte, il cimitero e i giardinetti abbandonati a Borghetto San Nicolò, la mancanza completa di ascolto da parte degli ex amministratori e di iniziative per rendere più sicura la città durante i frequenti furti dell'ultimo periodo, la non funzionalità della ciclabile e la mancanza di illuminazione sulla Romana. Sono state fatte anche proposte come organizzare convegni, creare progettualità non solo a lungo termine ma anche a breve termine e creare un'identità alla città pensando a chi si vuole rivolgere: giovani, famiglie, anziani o turisti.
E' stato, dunque, il primo incontro pubblico di un ciclo che sarà utile per la formazione di un progetto politico condiviso da presentare poi alle prossime elezioni comunali. "Ve ne saranno altri" - svelano - "Nei prossimi sveleremo la lista e il programma".
































