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Politica | 05 gennaio 2026, 23:10

Sanremo: continua la protesta contro la campana per i bimbi mai nati: le accuse dell'associazione 'Spiraglio imperiese'

"Una risposta 'dal basso' a quella che viene definita un’imposizione calata sul territorio senza ascolto né confronto"

Sanremo: continua la protesta contro la campana per i bimbi mai nati: le accuse dell'associazione 'Spiraglio imperiese'

Una presa di posizione netta e senza mediazioni quella espressa dall’associazione Spiraglio imperiese a seguito della manifestazione svoltasi lunedì 5 gennaio a Sanremo. Al centro della protesta, una campana promossa dalla diocesi di Ventimiglia-Sanremo che, secondo l’associazione, rappresenterebbe un simbolo di repressione patriarcale e di colpevolizzazione dei corpi delle donne e delle persone capaci di concepire.

In un comunicato diffuso dopo la mobilitazione, Spiraglio imperiese rivendica l’iniziativa come una risposta “dal basso” a quella che viene definita un’imposizione calata sul territorio senza ascolto né confronto. “Quella campana deve smettere di suonare”, afferma l’associazione, che rifiuta apertamente quello che considera l’ennesimo strumento utilizzato dalla Chiesa per mantenere dinamiche di subordinazione e controllo sui corpi. Nel mirino delle critiche finisce anche il vescovo Antonio Suetta, accusato di ignorare deliberatamente le numerose obiezioni e critiche arrivate non solo dal territorio imperiese, ma da più parti a livello nazionale. Secondo Spiraglio imperiese, il silenzio delle istituzioni di fronte a questa iniziativa rappresenterebbe un ulteriore elemento di gravità, configurando una complicità tra Stato e Chiesa nella limitazione dei diritti individuali.

“Non accetteremo che questa campana continui a rintoccare sopra le nostre teste come un promemoria costante del fatto che i nostri corpi non sono davvero nostri”, si legge nella dichiarazione, che collega il gesto simbolico a un sistema più ampio di potere e oppressione ancora radicato nella società. L’associazione sottolinea come la manifestazione abbia portato nelle strade di Sanremo un messaggio chiaro: la volontà di non arretrare e di proseguire una mobilitazione che mette al centro l’autodeterminazione e la separazione tra sfera religiosa e diritti civili. “Continueremo a lottare”, conclude Spiraglio imperiese, “finché la Chiesa non cesserà una volta per tutte di insinuarsi nei nostri diritti e nella nostra sfera privata”.

Una posizione che promette di mantenere acceso il dibattito pubblico sul ruolo delle istituzioni religiose e sul rapporto tra simboli, spazio pubblico e diritti individuali, in un territorio che, almeno per ora, ha scelto di far sentire la propria voce.

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