È stato un Capodanno all’insegna del coraggio e della tradizione quello andato in scena sulla spiaggia delle Calandre, a Ventimiglia, dove il Cimento di inizio anno ha richiamato numeri importanti e un pubblico numeroso. Sono state 143 le persone che si sono tuffate in mare per salutare il 2026, mentre circa 300 spettatori hanno affollato l’arenile per assistere all’evento e sostenere i partecipanti.
Un colpo d’occhio suggestivo, fatto di sorrisi, applausi e un’atmosfera di festa che ha coinvolto tutte le età. Il partecipante più giovane è stato Vles Vita, appena 5 anni, mentre i più anziani a entrare in acqua sono stati Mario Martinetto e Maria Antonietta Bruno, entrambi classe 1951, 75 anni compiuti, simbolo di uno spirito che non conosce limiti anagrafici.
A distinguersi per la maggiore presenza in acqua sono stati i vincitori dei riconoscimenti più ambiti: il “Tricheco d’oro” è andato a Nico Martinetto, mentre la “Tricheca d’oro” è stata assegnata a Maria Elena Punturiero, protagonisti di una permanenza in mare che ha strappato applausi e ammirazione.
Determinante anche il contributo di chi ha reso la giornata ancora più accogliente fuori dall’acqua. Michele Chiappalone, gestore della spiaggia, ha tenuto aperto il chiosco offrendo cioccolata calda ai partecipanti e al pubblico, mentre il Circolo Castagnola, con Mauro Merlenghi, ha omaggiato tutti con le tradizionali castagnole. Merlenghi, per l’occasione, non si è limitato all’organizzazione: ha partecipato anche lui al bagno, meritandosi il riconoscimento di vice “Tricheco d’oro”.
Un Cimento riuscito, partecipato e capace di unire generazioni diverse, confermando ancora una volta come il primo tuffo dell’anno, a Ventimiglia, sia molto più di una semplice sfida al freddo: è un rito collettivo, fatto di comunità, tradizione e voglia di iniziare l’anno con energia e sorriso.














