Attualità - 19 settembre 2025, 12:11

Il Mercato Annonario di Sanremo al bivio: attesa per le mosse del Comune e l’ipotesi supermercato. Le voci delle associazioni di categoria

Il recente colloquio con il gruppo Arimondo da parte dell'amministrazione riaccende il dibattito sul futuro della struttura, tra l'attesa del nuovo regolamento e proposte alternative

Il Mercato Annonario di Sanremo al bivio: attesa per le mosse del Comune e l’ipotesi supermercato. Le voci delle associazioni di categoria

Il futuro del Mercato Annonario di Sanremo continua a essere al centro di un acceso confronto tra istituzioni e associazioni di categoria. L’ultimo sviluppo ha riguardato un incontro tra il Comune e il gruppo Arimondo, interessato a un possibile investimento nell’area: una primissima fase di dialogo, che però riporta in attualità il tema del Mercato e del suo futuro. Molto spesso si è parlato di come questa struttura abbia un valore fondamentale della città, ma anche di come da tempo si trovi in una situazione decisamente complicata: l'ingresso di Alimondo potrebbe dare un cambiamento importante in tal senso, ma ancora molto c'è di indefinito, anche per poter arrivare a definire una soluzione.

Barbara Biale, rappresentante di Confartigianato, sottolinea la complessità del momento: "C’è un regolamento che a oggi dice che il Mercato è sotto l’egida del Comune. Deve essere modificato prima che venga presa qualsiasi decisione sul suo futuro. In questo momento è difficile anche solo porsi il problema su cosa accadrà, visto che non conosciamo i dettagli dell’incontro tra il gruppo Arimondo e l’amministrazione".

Più favorevole all’ingresso di nuovi investitori, ma con forti cautele, è la posizione di Confcommercio, rappresentata da Andrea Di Baldassarre: "Per parlarne compiutamente bisogna attendere il passaggio in giunta del nuovo regolamento. Siamo favorevoli all’arrivo in città di un gruppo come Arimondo, che sceglie di investire a Sanremo, ma riteniamo che l’apertura di un supermercato in quella zona non aiuterebbe il resto del commercio e delle attività vicine. Il Mercato è un volano fondamentale e andrebbe preservato come istituzione del territorio".

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con una proposta concreta di rilancio, si esprime Cna. Per Giuseppe Faraldi la chiave è trasformare il Mercato seguendo esempi già consolidati: "È giusto che ci sia attenzione sul Mercato, ma serve valorizzarlo. Noi avevamo lanciato l’idea di una struttura simile al Mercato Orientale di Genova, puntando sulla somministrazione e su un consorzio che dia protagonismo agli operatori locali. Non possiamo restare fermi a dinamiche di vent’anni fa: il mondo del commercio è cambiato. Così com’è, il Mercato rischia di fare danno a tutti".

Anche da Confesercenti arriva l'idea di introdurre la somministrazione di cibo e bevande, esposta da Domenico Alessi che ripercorre anche gli errori di gestione per la struttura: "Sarebbe stato utile fare bandi per colmare i banchi vuoti, ma non si è intervenuti. Il disavanzo tra costi e canoni è stato ignorato per oltre vent’anni, senza alcun adeguamento. Questo ha aggravato la situazione, dando l’impressione che fosse una manovra per spianare la strada a qualcuno attraverso una messa a bando. Insieme alle altre associazioni avevamo proposto l’affidamento a un ente come Amaie Energia, ma ci è stato detto che non era possibile. Eppure, con una gestione più accorta e l’introduzione della somministrazione alimentare, oggi in voga in tutta Europa, il Mercato avrebbe potuto trasformarsi in una risorsa, anche turistica".

Elia Folco

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