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Attualità | 11 maggio 2025, 15:21

Mercatino, musica e presidio Slow Food: la rassegna gastronomica del carciofo anima Perinaldo (Foto)

Presente anche l'assessore regionale Marco Scajola: "Ho approfittato della visita per fare il punto sul cantiere, finanziato da Regione Liguria, che realizzerà sei alloggi per persone con disabilità"

Mercatino, musica e presidio Slow Food: la rassegna gastronomica del carciofo anima Perinaldo (Foto)

Conoscere e degustare il carciofo di Perinaldo. Ha preso il via questa mattina, e durerà fino alle 18.30, la 24esima rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo.

La manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l'associazione volontari e animata per l'occasione dalla Bandina di Dolceacqua, propone un mercatino con tipicità alimentari e artigianali. All'evento ha preso parte anche l'assessore regionale Marco Scajola. "Una splendida manifestazione, che mette al centro le peculiarità di questo bellissimo borgo" - dice l'assessore regionale Marco Scajola - "Grazie al sindaco Francesco Guglielmi per l’invito, nonché ottimo cuoco, all’Amministrazione comunale e all’associazione volontari per il grande impegno. Ho approfittato della visita anche per fare il punto su un cantiere importante finanziato da Regione Liguria, un intervento di 500.000 euro di rigenerazione urbana, il progetto Dopo di Noi, che porterà ad avere sei alloggi per persone con disabilità".

Il carciofo di Perinaldo, presidio Slow Food, è un “violet” francese introdotto, secondo la leggenda, dallo stesso Napoleone Bonaparte. Pare che durante la Campagna d’Italia del 1796, dopo una sosta presso una nobile famiglia di Perinaldo, appreso che in zona non si conoscevano gli ottimi carciofi violetti coltivati nella vicina Provenza, Napoleone abbia fatto dono successivamente di alcuni piantine ai perinaldesi. Da quel momento in poi gli abitanti del piccolo comune lo diffusero negli orti locali. Il carciofo di Perinaldo, che è coltivato tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, è senza spine, tenero e non ha barbe all’interno. Necessita di un buon drenaggio e non a caso lo si trova spesso ai bordi dei muri a secco. Resiste alle temperature rigide, sopporta bene la siccità e non ha bisogno di trattamenti chimici, quasi come un ortaggio selvatico. Si raccoglie da maggio a giugno. Si consuma crudo, in insalata oppure cotto in accompagnamento a carni o selvaggina. Le ricette tradizionali di Perinaldo lo vedono protagonista di frittatine, al forno con parmigiano e funghi o in semplici frittelle con aglio e prezzemolo. Alcuni piccoli coltivatori locali, riuniti in un consorzio, oggi lo producono in piccole quantità e lo trasformano, in parte, in sottoli eccellenti. I germogli del carciofo sono, infatti, conservati in olio extravergine di taggiasca prodotto dalle aziende olivicole locali e alcuni dei coltivatori sono anche produttori di olio. Un disciplinare di produzione ne regola le modalità di coltivazione e ne garantisce la tracciabilità.

Elisa Colli

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