Dopo ben due anni di stop dovuti all’emergenza pandemica, l’Istituto Fermi-Polo-Montale di Ventimiglia torna a riappropriarsi di una tradizione cara: la partecipazione al Ponente International Film Festival di Bordighera.
La manifestazione si è svolta al Cinema Olimpia ed è stata l’occasione per portare nuovamente la didattica fuori dalle aule scolastiche. Grazie alla collaborazione delle Prof.sse De Caro e Saitta, coadiuvate dagli insegnanti Beghelli, Biancheri, Coppo, De Cicco, Giaccardi, Marco Giuseppe, Olivan, Parretta, Russo e Secci, ben tredici classi dell’Istituto diretto dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Antonella Costanza hanno assistito alle proiezioni che, giorno dopo giorno, si sono alternate nell’ambito del Festival, proponendo agli studenti ora l’approfondimento di tematiche storiche e sociali ora la riflessione su tematiche di cittadinanza attiva e attualità.
Il Cinema Olimpia e il Ponente International Film Festival hanno così aperto le porte ad un giovane pubblico, forse un po’ disabituato alla sala cinematografica e al grande schermo, non solo per effetto della pandemia, ma certamente pronto ad apprezzare i prodotti di alto livello proposti dal Festival. A rotazione, le classi dell’indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing, Turismo e Cat del Fermi di Ventimiglia, il biennio del Liceo Opzione Scienze Applicate e dell’indirizzo Relazioni Internazionali e Marketing del Montale di Bordighera hanno partecipato alla rassegna cinematografica, potendo assistere alle proiezioni del lungometraggio animato “Anna Frank e il diario segreto” di Ari Folman, “Ragazzaccio” di Paolo Ruffini, “I soliti ignoti” di Mario Monicelli e “Zoo, un amico da salvare” di Colin McIvor.
Ciascun film ha stimolato ragazze e ragazzi in modo diverso e su un doppio binario, quello dei contenuti e quello del linguaggio, naturalmente, cinematografico. “Where is Anna Frank?” (Dov’è Anna Frank?), titolo originale di “Anna Frank e il diario segreto”, esprime forse meglio il messaggio del film, allorché chiede al pubblico dove si possa realmente rintracciare il lascito del messaggio di solidarietà umana lanciato da Anna Frank nelle pagine del suo celebre diario, quando migliaia di profughi sono costretti a nascondersi oggi tanto quanto gli Ebrei ieri: il parallelo tra i perseguitati del nostro presente e quelli del nostro passato è spiazzante e svuota di senso tutte le targhe che intitolano ad Anna vie, scuole, teatri e ponti nella Amsterdam che fa da sfondo a questo racconto, che insegna agli studenti che l’animazione non è solo un gioco per l’intrattenimento dei più piccoli.
Così come “Ragazzaccio” costringe un po’ tutti gli studenti a ripercorrere con la memoria la prima ondata della pandemia: la DAD, la mancanza di comunicazione familiare, l’apatia, l’isolamento dagli amici… il tutto attraverso gli occhi di Mattia, liceale che nasconde le proprie fragilità facendo la voce grossa coi più deboli, bullizzandoli, senza accorgersi, se non in ultimo, che è proprio lui la prima vittima di se stesso. Con “I soliti ignoti” le classi hanno invece potuto viaggiare nel tempo, conoscendo uno spaccato sociale dell’Italia anni Cinquanta, e nella storia del cinema italiano: ispirato alla novella di Italo Calvino “Furto in una pasticceria” (1949), il film racconta - tra sketch e toni farseschi - la progettazione e l’attuazione di una rapina finita male e segna infatti l’esordio ufficiale di un nuovo genere, quello della commedia all’italiana, facendo comprendere alla comunità studentesca che, spesso, la critica sociale più feroce è quella che ci lascia un sorriso amaro sulle labbra.
Infine, “Zoo, un amico da salvare”, il film che sebbene sembri una favola è tratto da una storia vera: quella di un gruppo di ragazzi che in piena Seconda Guerra Mondiale decide di salvare un elefantino dai bombardamenti aerei. Una storia che insegna alle giovani generazioni come si possa essere davvero protagonisti della Storia con la “S” maiuscola, anche in età non ancora adulta. Accanto alle proiezioni, momento imperdibile della manifestazione è stato poi l’incontro con alcune figure professionali del mondo dell’audiovisivo: ragazze e ragazzi hanno così potuto dialogare con Alessandro Bisegna, attore protagonista di “Ragazzaccio”, ponendogli domande sulle riprese del film e sul suo lavoro di attore; come anche partecipare ad una breve ma intensa lezione del Prof. Lino Damiani, attore, regista, docente presso Università degli Studi Roma Tre e attualmente membro della Commissione per la cinematografia del Ministero dei Beni Culturali italiano.
Damiani ha infatti condotto il giovane pubblico alla scoperta di alcuni aspetti tecnici de “I soliti ignoti”, come la sapiente maestria con cui è curata la sua fotografia, e di altri più contenutistici, come la prospettiva assolutamente moderna e scevra di falsi stereotipi con cui il film ritrae già allora le figure femminili. Insomma, un’esperienza davvero coinvolgente che si associa alle tante altre iniziative che l’Istituto Fermi-Polo-Montale propone a studenti e studentesse in vista della promozione ed educazione al linguaggio cinematografico come strumento di apprendimento e formazione del cittadino.
















