/ Cronaca

Cronaca | 02 ottobre 2021, 07:11

Tempesta 'Alex', per la Valle Arroscia la ferita è ancora aperta, "E' stato terribile, ma non abbiamo mai mollato": il ricordo di chi è stato in prima linea tra la gente

Pieve di Teco, Coso d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso, Rezzo e Vessalico sono stati duramente colpiti dall'alluvione dell'anno scorso. Abbiamo raccolto le testimonianze di molti sindaci: "ci siamo rialzati, però i nostri cittadini meritano tranquillità"

Tempesta 'Alex', per la Valle Arroscia la ferita è ancora aperta, "E' stato terribile, ma non abbiamo mai mollato": il ricordo di chi è stato in prima linea tra la gente

“Terribile”. Non trovano altri aggettivi, i sindaci della valle Arroscia, per descrivere il ricordo che l’alluvione del 2 e 3 ottobre scorsi ha lasciato impresso nella loro mente. Ad un anno dalla devastante alluvione che ha travolto la nostra provincia per gli amministratori le emozioni e le sensazioni sono ancora le stesse di quella notte: angoscia, paura e sconforto. Per l’ennesima volta l’entroterra imperiese ha pagato un prezzo troppo caro al conto presentato dalla natura. 

Pieve di Teco, Coso d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Rezzo e Vessalico, cinque borghi meravigliosi incastonati tra le montagne e fiumi della valle Arroscia, in pochi minuti hanno visto i livelli dei vari rii alzarsi vertiginosamente. Sono state spazzati via i tubi dell’acquedotto e della fognatura, diversi punti delle strade di collegamento; il fango poi, è entrato con forza in molte case e aziende. Senza dimenticare i danni subiti dalla frazione di Cenova - ancora una volta sommersa dalla frana - e il crollo del ponte di Vessalico che ha di fatto spezzato in due il paese e ancora oggi presenta le quelle stessere ferite.

Per molte settimane la parola “normalità” è sembrata essere un miraggio. Più passavano i giorni più la conta dei danni aumentava. Solo pochi mesi fa dal Governo sono arrivati i fondi delle somme urgenze e gli amministratori locali hanno potuto iniziare i lavori per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio.

“È stato un momento bruttissimo, ci dice Alessandro Alessandri sindaco di Pieve di Teco e presidente del Parco delle Alpi liguri, che non deve mai più essere vissuto. Fortunatamente adesso abbiamo tutti i cantieri aperti e speriamo che il nostro territorio non venga più colpito da queste ondate di maltempo devastante. I fondi fortunatamente son arrivati e stiamo lavorando su strade e acquedotti e non posso che essere contento per questo”. A Pieve infatti l’alluvione ha gravemente compromesso l’acquedotto comunale ‘San Giovanni’ in località ‘Pian delle vene’ e anche il depuratore in frazione ‘Muzio’. 

A Coso d’Arroscia la tempesta Alex ha visto esondare due rii e ciò ha causato allagamenti in diversi magazzini e scantinati sia di privati che di aziende. Il paese è rimasto senza energia elettrica ed inoltre è crollato il ponte in località Campi che lo collegava a Mendatica. “Non è stata una notte facile, ci dice il sindaco Mauro Parodi. L’unico aspetto positivo è che tutta Cosio si è stretta intorno ai cittadini che hanno subito i danni. In tantissimi ci siamo recati nelle zone più colpite e siamo riusciti a ripulirle in poco tempo. Attendiamo di avere 'fisicamente' i fondi delle somme urgenze, ma siamo tranquilli che arriveranno. Tutto è stato ripristinato in tempi record poiché dovevamo garantire soprattutto la viabilità. Ovviamente per il futuro mi auguro che fenomeni meteorologici di questo genere non accadano più. Dobbiamo continuare, ha concluso, a puntare sulla prevenzione e  sulla pulizia e per fortuna questo l’abbiamo fatto altrimenti i danni sarebbero stati ancora più ingenti”. 

Rezzo è stato uno dei comuni più colpiti dalle piogge. Dopo il disastro di Lavina, il paese è stato di nuovo colpito nel suo cuore e ancora una volta la frazione di Cenova è stata sommersa  dal fango e ciò ha comportato la devastazione di alcune abitazioni e di conseguenza sono state sfollate delle famiglie. “Un ricordo veramente drammatico, dichiara al nostro giornale il primo cittadino Renato Adorno, non trovo altre parole per definirlo. Le cose brutte spesso di notte e noi quella notte abbiamo subito prima un blackout che ha totalmente immerso nel buio il paese. Più passavano le ore più aumentava la preoccupazione. Nessuno sapeva quello che stava succedendo veramente. Le persone chiedevano risposte, ma è difficile darle quando non si hanno. Una volta preso coscienza dei danni si è cercato di mettere subito in moto la macchina amministrativa, ancora oggi stiamo lottando. Cenova ha rivissuto un incubo. Certo oggi la situazione è migliore. Stiamo procedendo con i lavori e l’iter burocratico è avviato e a breve partiranno dei nuovi lavori per evitare la discesa del terreno, ma anche per intervenire all’interno della frana ossia 'togliendo' l’acqua che scorre all’interno attraverso dei fori drenanti per deviarne il corso. Dobbiamo ridare dignità a questo territorio. Gli abitanti di Rezzo non hanno mai mollato. Parliamo poco, ma ci rimbocchiamo subito le maniche e non abbiamo paura di lavorare. Per il futuro auspico che tutti possano avere la giusta tranquillità e serenità, ha concluso, che meritano e il Comune lavorerà sempre affinchè ciò accada”. 

“Questa data tremenda rimarrà per sempre impressa nella mia memoria”. Il sindaco di Vessalico, Paola Giliberti, in sette anni di mandato ha dovuto fronteggiare ben sei alluvioni, ma quella del 2020 non ha eguali. “È stata un’esperienza intensa vissuta sia da cittadina, racconta, che come sindaco. Da un lato ho avuto molta paura, ma dall’altro ho dovuto sempre tenere alto il mio senso di responsabilità. Une evento del genere non lo abbiamo mai vissuto. Ce ne sono state tante di alluvioni, ma i danni riportati l’anno scorso non si erano mai registrati. In questa triste ricorrenza c’è un prima, ma c’è anche un dopo. Abbiamo ad esempio dovuto modificare il piano di protezione civile e adesso anche l’approccio dei cittadini a questi particolari eventi-meteo deve necessariamente cambiare. Anche con l’allerta arancione dobbiamo saper gestire eventuali criticità. Infatti, verranno a breve effettuati dei 'mini-corsi' di protezione civile che permetteranno alla popolazione di essere a conoscenza delle corrette norme di comportamento. Il paese ha una strada sola e quindi redigere questo piano è difficile visto che la vie di fuga sono limitate".

Se ci si reca a Vessalico, una parte del paese sembra ancora fermo all'anno scorso. "Il ponte è ancora danneggiato. Adesso, continua il sindaco, stiamo compiendo delle valutazioni di tipo tecnico e delle verifiche idrauliche e all’esito delle stese capiremo se - sul fronte della salvaguardia delle popolazione- dovremmo abbatterlo oppure no. Anche sull’alveo stiamo compiendo approfondimenti. Per quanto meravigliosa, questa struttura non è una struttura ‘snella’ e per spiegarlo brevemente è come se facesse da 'tappo' al fiume poiché è basso e le briglie creano innalzamento dell’alveo dove si deposita molto materiale. Quindi dobbiamo valutare bene. Nel contempo stiamo anche compiendo dei lavori sulla canalizzazione dei rii".

"Ritornando però all’anno scorso mi preme sottolineare, conclude il sindaco Giliberti, il grande lavoro svolto dagli uomini della colonna mobile della protezione civile che sono persone meravigliose; ci hanno permesso di risollevarci. Sono accorsi anche i giovanissimi del paese a darci una mano, ma mi sarei aspettata un aiuto da parte di tutto il paese invece, in molti sono rimasti a guardare mentre noi passavamo sporchi di fango. Mi commuove quindi pensare che chi invece, ci ha aiutato è venuto da fuori, da lontano. Mi ricorderò sempre della loro generosità. Di questi uomini che per puro spirito di aiuto hanno permesso di rialzarci nella speranza di non dover mai più vivere tragedie del genere". 

Angela Panzera

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium