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Cronaca | 29 luglio 2021, 10:03

Imperia: tentato suicidio in carcere, il Sappe sugli scudi "Dobbiamo gestire detenuti psichiatrici senza supporto sanitario"

L'uomo, un italiano arrestato per rapina con problemi psichiatrici, ha tentato di togliersi la vita con un sacchetto della spazzatura di plastica avvolto intorno al collo: salvato grazie all'intervento dell'agente di sezione

Imperia: tentato suicidio in carcere, il Sappe sugli scudi "Dobbiamo gestire detenuti psichiatrici senza supporto sanitario"

Dopo il suicidio dei giorni scorsi a Sanremo, un nuovo caso in un carcere della nostra provincia. Questa volta a Imperia, dove la Polizia Penitenziaria è alle prese con la gestione di detenuti psichiatrici senza supporto sanitario da parte di specialisti vista la cronica carenza delle figure preposte.

Un detenuto italiano, arrestato per rapina e con problemi psichiatrici, ha tentato di suicidarsi con un sacchetto della spazzatura di plastica avvolto intorno al collo. Il detenuto è stato salvato solo grazie alla prontezza dell'agente di sezione, scongiurando il peggio. La conferma è del sindacato Sappe.

“La situazione delle carceri liguri desta preoccupazione - commenta così l’episodio il vice segretario ligure del Sappe, Tristaino – e il nostro compito è assicurare sicurezza e l’incolumità dei detenuti, ma riteniamo necessario intervenire per i problemi quotidiani da gestire a livello sanitario e psichiatrico. Abbiamo cercato di interessare, alcuni mesi orsono, anche i vertici della Asl imperiese, ai quali era stata richiesta più attenzione negli Istituti penitenziari, affinché venissero sanate le vacanze di medici specialisti, La carenza di medici e specialisti nelle carceri della  Liguria sta determinando non pochi problemi gestionali, il suicidio di un detenuto accorso nel carcere di Sanremo ne è la riprova”.

Quotidianamente gli agenti penitenziari si ritrovano a gestire detenuti psichiatrici, per i quali non hanno competenze specifiche e che innescano una serie di eventi critici anche di seria portata: “Tutto incombe sulla Polizia penitenziaria – prosegue Tristaino – e pertanto ci si deve interrogare sul perché in un carcere come Imperia, non vi è la presenza continuativa di uno specialistica, visti i continui ingressi di arrestati. Di certo è che si spende tempo prezioso in convegni e seminari sullo studio dei problemi carcerari ma nessun concreto intervento ne deriva, lo confermiamo attraverso i dati statistici degli eventi critici registrati nell’istituto di Imperia nel primo semestre di quest’anno inducono a mantenere alta l’attenzione, ma per fare questo iniziano a scarseggiare le risorse”.

Nel primo semestre Imperia ha registrato due tentativi di suicidio, (uno nel 2020) e 4 colluttazioni. A Sanremo un tentativo di suicidio, 53 casi di autolesionismo e 24 colluttazioni con 2 feriti. “La nostra preoccupazione si poggia sul pericoloso connubio tra carenza d’organico della Polizia penitenziaria – termina il Sappe - e carenza di medici possa agevolare i tentativi estremi come in casi come questo, ed allora sarebbe una vera tragedia umana, per questo molto triste”.

“I piani d’assegnazione del personale in Liguria del personale di Polizia – conclude il Sappe - devono essere congrui e non solo per il mero turno over, così come devono essere congrue le assegnazioni di medici e specialisti nelle carceri liguri. Assurdo ed inaccettabile. Non è questa l’attenzione e la considerazione che il Ministro della Giustizia deve riservare alla Polizia Penitenziaria della Liguria ed la suo sistema penitenziario ormai disorientato”.

Redazione

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