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Attualità | 03 dicembre 2020, 07:21

Rezzo riparte dalla prevenzione: al via nuovi lavori di messa in sicurezza. L'amarezza del sindaco Adorno: "Nessuna notizia per le somme urgenze, lo Stato deve darci risposte"

Lunedì si inizierà a costruire la barriera di cemento armato per evitare le esondazioni del fiume. A Cenova, divisa a metà dall'alluvione di inizio ottobre, ci sono ancora 5 famiglie sfollate di cui due senza casa

Rezzo riparte dalla prevenzione: al via nuovi lavori di messa in sicurezza. L'amarezza del sindaco Adorno: "Nessuna notizia per le somme urgenze, lo Stato deve darci risposte"

Dopo l’alluvione che la notte tra il 2 e 3 ottobre scorsi ha travolto la provincia di Imperia, ed in particolare la valle Arroscia e il ventimigliese, il comune di Rezzo, uno di quelli che ha subito ingenti danni, lavora su due fronti: prevenzione e ricostruzione.

La valanga di fango che ha investito la frazione di Cenova ha di fatto diviso in due il comune spazzando via anche due case e procurando guasti al depuratore e di conseguenza alla rete idrica e a quella fognaria. Per giorni gli operai del comune insieme ai vigili del fuoco del comando provinciale di Imperia hanno lavorato per eliminare i cumuli di fango dalle strade e l’enorme mole di detriti che la montagna ha trascinato con sé. Sono stati ripuliti anche i tombini, i rii, e la viabilità -anche se devono essere effettuati ancora altri interventi- è stata quasi del tutto ripristinata.

“Stiamo andando avanti- ci dice il sindaco Vittorio Adorno- adesso dobbiamo riaprire la seconda strada che porta in alto. Inoltre, adesso abbiamo completato la progettazione esecutiva e lunedì partiranno i lavori di messa in sicurezza relativi alla prevenzione. Verrà realizzato un muro in cemento armato che funge da seconda barriera per evitare eventuali esondazioni del fiume”. Ma i lavori non finiscono qua nel piccolo centro dell’alta valle Arroscia. “Abbiamo aperto la strada -continua il primo cittadino- che ha permesso il pascolo degli animali, abbiamo proceduto poi a pulire i boschi dovei si è verificata la caduta di alcuni alberi proprio per evitare che, se si dovessero verificare forti piogge, i tronchi vadano a ostruire il passaggio del fiume. Sono ancora tanti gli interventi che dobbiamo effettuare. Ad esempio nella frazione di Lavina si deve ancora ripristinare la fogna poiché è stato danneggiato il depuratore. La prossima primavera infine, sottolinea Adorno, partiremo con altri lavori in alta quota per prevenire le alluvioni. È stato infatti dato l’incarico ad uno ditta di Torino per definire il progetto a monte dell’abitato di Cenova che ha lo scopo di prevenire le frane proprio dal punto in quota che ha visto ad ottobre venire giù tutto quel fango”.

Per il sindaco Adorno, però restano le preoccupazioni relative ai fondi stanziati dal Governo in seguito al riconoscimento dello stato di emergenza emanato per la provincia di Imperia e le province di Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. In tutto per la nostra provincia sono stati stanziati 7 milioni di euro e i vari comuni hanno già inoltrato alla protezione civile e alla Prefettura le cosiddette 'schede' con tutti i danni riportati e le relative somme urgenze che servono per ripristinarli.

Su Rezzo il valore dei danni è altissimo: 3 milioni e mezzo di euro. Al momento l’unica comunicazione che è arrivata è quella relativa all'erogazione di un contributo, da parte della Regione Liguria, pari a 584.000 euro per la mitigazione del rischio delle frane che hanno colpito Cenova e Lavina. “Ancora non è arrivato nulla dalle somme urgenze, chiosa Adorno, sappiamo che sono dati questi 7 milioni di euro, ma ancora non si sa cosa copriranno e come verranno distribuiti. Il Governo ha varato sì lo stato di emergenza, ma qua ci sono cinque famiglie sfollate e due di queste non hanno più una casa. Lo Stato deve dare delle risposte. Non è ammissibile che a due mesi dall’alluvione non si sappia nulla di questi fondi. Le ditte stanno lavorando, il nostro comune è piccolo non può sostenere questi costi e quando sarà il momento di pagarle come faremo?, si chiede amareggiato il sindaco. Comprendo che siamo in emergenza-covid, ma anche questa è una emergenza. Lo Stato deve comunicarci quale sono le somme a disposizione e come verranno ripartite comune per comune”.

Angela Panzera

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