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Cronaca | 31 ottobre 2020, 12:54

Coronavirus: il punto con il Dottor Cenderello "Lockdown l'unica soluzione, la vita 'normale' solo dopo aprile 2021"

Quando è previsto il picco di casi nella nostra zona? “Tra fine novembre ed i primi 10 giorni di dicembre. La previsione sui numeri dei ricoverati è la stessa di marzo-aprile, ma ci auguriamo (vista la situazione attuale) non quelli degli intubati e dei decessi”.

Coronavirus: il punto con il Dottor Cenderello "Lockdown l'unica soluzione, la vita 'normale' solo dopo aprile 2021"

Dopo l’inaugurazione del nuovo reparto di rianimazione, ieri in ospedale a Sanremo, abbiamo fatto il punto della situazione nella nostra provincia per l’emergenza Covid con il Primario delle Malattie Infettive, il Dottor Giovanni Cenderello.

Il medico sanremese ha evidenziato l’importanza del confinamento per evitare il contagio ed ha elogiato la scelta della Regione sulla chiusura serale in questo weekend: “Il lockdown è l’unica soluzione possibile, non so declinato in quale modo, ma bisognerà ad arrivare a bloccare le attività. Se si riesce, in qualche modo, a mediare tra l’economia e la situazione sanitaria ben venga, ma se non si riesce si deve evitare il crash del sistema sanitario. Questo perché il contatto sociale crea di fatto il contagio. Se il lock down fosse proseguito per tutto novembre, dal punto di vista medico sarebbe già molto positivo. Non deve essere fatto troppo in anticipo come fatto in Sudafrica e altre nazioni, ma esclusivamente nel momento giusto. Non avrebbe efficacia. I prossimi 10/14 giorni potrebbe essere la collocazione più sicura e, se lo si fa troppo tardi si rischia troppo”.

Quando è previsto il picco di casi nella nostra zona? “Tra fine novembre ed i primi 10 giorni di dicembre. La previsione sui numeri dei ricoverati è la stessa di marzo-aprile, ma ci auguriamo (vista la situazione attuale) non quelli degli intubati e dei decessi”.

Si parla anche molto della ‘potenza’ del virus. E’ cambiato qualcosa tra l’inverno scorso, l’estate e la situazione attuale? “Il Covid è virulento quanto prima e, anche quest’estate non era cambiato. C’erano solo meno casi e meno gravi. Al momento abbiamo sempre l’84% di malati non gravi, il 10/12% moderati e il resto molto gravi. Purtroppo, nella gestione dei malati dobbiamo far fronte alla matematica, perché se ci troviamo di fronte a numeri elevati il rischio maggiore è quello di non poter gestire i malati gravi”.

Al momento a Sanremo ci sono circa 30 posti di rianimazione, poco più di quelli di marzo e aprile, ma allestiti in modo decisamente più stabile e con tutte le prerogative di una sala di rianimazione. “Dobbiamo essere preparati – ha detto il Primario - perché a livello nazionale qualche minima sbavatura di pianificazione e organizzazione c’è stata. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di prepararci al meglio, per evitare la situazione emergenziale di marzo e aprile. Nella prima ondata siamo stati presi alla sprovvista e, pur avendo intubato e curato chi aveva bisogno, abbiamo lavorato in una situazione non di massima sicurezza, soprattutto per gli operatori. Abbiamo cercato di creare un nuovo reparto di rianimazione per aumentare i posti letto ed avere tutti i crismi necessari per malati e operatori, una perla al servizio del cittadini”.

Come sempre si pensa al ‘dopo’. C’è qualche previsione sul piano sanitario per il 2021? “Dipende molto dalla lunghezza e dall’efficacia del primo lock down. Se si potesse andare avanti per 4/6 settimane e l’arrivo di qualche farmaco e di qualche monoclonale a protezione di pazienti e personale, forse potremmo scamparci ulteriori confinamenti. La soluzione finale, tra vaccino e vere cure per il virus, si potrà avere tra marzo e aprile prossimi”.

In ospedale a Sanremo si è ritornati quasi ai livelli di marzo e aprile con il lavoro che è incentrato prevalentemente sulle cure Covid. Come è il morale del personale? “Il morale è buono, ma si inizia a essere stanchi perché si soffre sul piano degli organici. Abbiamo tre medici in meno rispetto a marzo scorso e non si riesce a trovare personale”

Carlo Alessi

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