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Attualità | 24 giugno 2020, 07:55

Ventimiglia: stop alla musica sul lungomare, Confesercenti chiede un intervento al Questore e un confronto al Sindaco

"Auspichiamo soluzioni che possano evitare di trasformare una città in un dormitorio e creare danni a molte attività economiche”.

Ventimiglia: stop alla musica sul lungomare, Confesercenti chiede un intervento al Questore e un confronto al Sindaco

“A qualche giorno di distanza dalla famosa ordinanza continuiamo a sollevare seri dubbi sulle motivazioni di questa decisione sindacale”.

Interviene in questo modo il presidente di Confesercenti a Ventimiglia, Patrizia Taricco, in relazione all’ordinanza del Sindaco Scullino, sullo stop alla musica ed alla somministrazione di bevande nei locali della città. “La ragione unica – prosegue – è legata all’emergenza sanitaria Covid-19 ma, nelle repliche del Sindaco, in realtà ha detto di essere dovuto andare incontro alle richieste delle forze dell’ordine, per contrastare situazioni di pericolo in alcuni locali. Tutto ciò nell’ordinanza non compare e non se ne parla neanche minimamente, pertanto qualcosa non torna e non funziona. Poi perché mischiare la musica ad alto volume ( che sia chiaro deve essere regolata) con la possibilità di prendere un tranquillo caffè dopo la mezzanotte. Quindi un altro aspetto di forte contraddizione amministrativa”.

“La Confesercenti – dichiara il presidente provinciale Ino Bonello - preoccupata per le dichiarazioni del Sindaco, chiede un pronto intervento del Questore affinché possa provvedere ad eseguire i necessari interventi come previsto dal Tulps, con chiusura o sospensione della licenza per pericoli per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini, dei eventuali locali interessati. Se vi sono dei pericoli bisogna eliminarli, ma non si può penalizzare molti locali per qualche mela marcia (da appurare e verificare). Un’ordinanza sindacale è un atto importante e deve contenere motivazioni serie, reali e pertinenti”.

“Questo del sindaco Scullino è un atto giustificato da motivi non pertinenti con il Covid-19 – termina Bonello - come pubblicamente giustificato. Un atto non concordato con le parti sociali e gli operatori della città. Chiediamo al Sindaco il ritiro di questo provvedimento iniquo, discriminatorio per molti operatori. Siamo disponibili a discutere di eventuali problematiche causate da alcuni pubblici locali e diamo la massima collaborazione per trovare le giuste soluzioni. Auspichiamo soluzioni che possano evitare di trasformare una città in un dormitorio e creare danni a molte attività economiche”.

Redazione

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