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Politica | 01 febbraio 2017, 19:21

Privatizzazione dell'ospedale 'Saint Charles' di Bordighera: la posizione del sindacato Cgil-Fp

"Nonostante le continue azioni del Sindacato a richiedere un efficientamento del sistema sanitario pubblico, l'Asl ha sempre tergiversato e nel contempo ha indebolito i servizi assistenziali sia nel numero di personale che nella dotazione di mezzi e di strutture”.

Privatizzazione dell'ospedale 'Saint Charles' di Bordighera: la posizione del sindacato Cgil-Fp

“La privatizzazione dell'ospedale di Bordighera è la scelta più semplice che la Giunta Regionale poteva fare. Nonostante le continue azioni del Sindacato a richiedere un efficientamento del sistema sanitario pubblico, l'Asl ha sempre tergiversato e nel contempo ha indebolito i servizi assistenziali sia nel numero di personale che nella dotazione di mezzi e di strutture”.

Interviene in questo modo il Segretario Generale della Cgil-Fp di Imperia, Tiziano Tomatis, in relazione alla paventata privatizzazione dell’ospedale di Bordighera. “Se le indicazioni erano quelle di contenimento della spesa pubblica ancora oggi assistiamo a esborsi di soldi pubblici verso privati; dai locali in affitto alle convenzioni con terzi per svolgere attività aziendali. Oggi non abbiamo più, una sanità funzionale, la Regione nel tentativo di mantenere promesse fatte in campagna elettorale doveva agire in fretta ma, non sapendo cosa fare, prese tempo con l'individuazione del libro bianco, lo propagandò per tutta la Regione, invitando i cittadini, le organizzazioni sindacali, e chiunque lo volesse, a inviare suggerimenti, integrazioni o altro, al fine di condividere e costruire una sanità efficiente

che svolgesse davvero il ruolo di prevenire, assistere e curare le persone, in sintesi una sanità efficiente. Ma il tempo passa e, nonostante il libro si sia riempito di idee, suggerimenti e chissà cos'altro ancora, nulla è cambiato se non in peggio. E arrivati a questo punto, non trovando soluzioni alternative o, non volendole trovare, ecco che entra in gioco la privatizzazione. Presentata addirittura come la Panacea risolutrice, come la soluzione delle soluzioni ma, è chiaro che, non sarà così e, a smentirlo ci sono le numerose situazioni generate da privatizzazioni della sanità pubblica avviate già in altri territori che, oltre a dimostrare i propri limiti hanno messo in luce tutti gli effetti negativi derivanti dal profitto. La salute è un diritto fondamentale dell'individuo e pertanto non può essere monetizzato nè, tanto meno, può diventare uno strumento che produce degli interessi economici ma, dovrebbe costituire invece, una garanzia per tutti, indistintamente dalle differenze razziali, religiose, politiche e di condizione economica”.

“A tal proposito ricordiamo che il privato è finalizzato ad un guadagno e pertanto le sue attività dovranno essere assai redditizie, sappiamo altresì molto bene che, non tutte le prestazioni sanitarie riusciranno a compensare i costi e far guadagnare colui che investe e, quindi, si privilegeranno alcune attività a scapito ovviamente di altre e, solo per fare un esempio, l'attività di Pronto soccorso, di degenza (medicina – obi – psichiatria - ecc.) non garantiscono prestazioni economicamente convenienti per il privato mentre, sono estremamente lucrosi; gli esami diagnostici - interventi chirurgici - esami di laboratorio – ecc.). Quindi siamo sicuri che il Privato costruirà un nuovo e vero Pronto Soccorso con tutte le specialità necessarie e garantirà assistenza e cura nella medicina e nella degenza in genere? sarà possibile un abbattimento delle liste d'attesa per visite ambulatoriali? Oppure sarà più conveniente investire su servizi più redditizi tralasciando quelli che non rendono ma costano? Inoltre verrebbe meno il diritto alla trasparenza a cui sono sottoposte le Pubbliche Amministrazioni e di conseguenza non si avrebbe più il controllo delle prestazioni sanitarie, così come tutta la gestione e l'organizzazione sarebbe in mano ad un privato che, pur nella sua più profonda onestà agirebbe comunque e giustamente nel proprio interesse economico. Interesse che diventa difficile da perseguire con attività sanitarie rivolte e garantite a tutti, a meno che, non si risparmi ( o si tagli) da qualche parte. Ma anche la sicurezza di coloro che ad oggi vi lavorano verrebbe meno, visto che nonostante le dichiarazione sul giornale dove si ribadisce che, i contratti resteranno pubblici, il futuro è comunque incerto perchè il privato potrebbe sempre decidere di cedere un ramo d'azienda, come potrebbe richiedere la trasformazione del contratto pubblico in privato, o ancora, potrebbe esternalizzare una parte dei servizi a Cooperative, insomma le operazioni che potrebbe fare un privato sono molteplici e tutte rivolte ovviamente sempre e soltanto ad un profitto”.

“Mentre chiediamo di mettere al centro di ogni ragionamento il paziente/utente – termina la Cgil - al fine di costruire un sistema di garanzia alla salute e di prevenzione che vada al di là degli interessi Politici e/o economici. Ed è per questo motivo che si metteranno in campo tutte le azioni volte a mantenere la sanità ai cittadini e quindi pubblica, perseverando nelle richieste di efficienza e di efficacia dell'assistenza e della cura”.

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