"I comuni del Golfo Dianese stanno approcciando nei consigli comunali le gestioni associate di diverse funzioni in forma variabile: polizia municipale, personale, politiche sociali, tributi. L'Unione però non significa solo l’ associazione dei servizi quanto piuttosto l’individuazione di un nuovo e unico soggetto titolare della programmazione, della gestione e della verifica politico-amministrativa".
Lo scrive Luigi Diego Elena, consigliere del PD a Cervo, che prosegue: "Allo stato dell'arte solo quattro comuni (Cervo, San Bartolomeo, Diano Castello e Diano Arentino) su sette sono d'accordo. Gli altri tre (Diano Marina, Diano San Pietro e Villa Faraldi) hanno risposto picche. I vantaggi, come già le gestioni associate ci dimostrano, sono di tipo organizzativo ed economico, ottimizzando le risorse, con risparmi nella gestione che ci possono permettere di mantenere i servizi attuali, cosa sempre più complicata con i continui tagli nei trasferimenti dello Stato. La scommessa del fare insieme è quella di poter mantenere la qualità e la quantità dei nostri servizi. Inoltre omogeneizzare regolamenti, procedure e servizi a livello zonale in senso migliorativo qualitativamente e equo rispetto agli stessi bisogni. Politicamente un soggetto come il Golfo Dianese, con i suoi numeri e la sua storia, sarebbe un interlocutore con un peso specifico su tutti i tavoli della politica e delle istituzioni naturalmente molto più importante e rilevante di quello di qualsiasi comune in ordine sparso. La borgata Chiappa, negli atti antichi denominata "Ciappa Cervi" fu sempre fino ai primordi del secolo XIX, insieme con le ville o borgate di San Bartolomeo e di Pairola, una delle tre frazioni del Comune di Cervo. Villa Faraldi, Tovo, Deglio e Riva Faraldi facevano invece parte del Comune di Diano Castello (Castrum Diani). Questa è la storia di ieri, che però ci evidenzia che anche la difesa di un campanilismo contro l'unione, oggi sarebbe fondata su basi sterili. Bisogna essere pragmatici, realisti e fare i conti e preparare le strategie future. Un futuro dove ogni parte del Golfo godrà della propria personalità che sarà valorizzata a vantaggio delle altre. Iniziare con una unione porterà una sinergia, una simbiosi".
"Una mancata unione - termina Elena - mantiene una sovrapposizione dannosa di intenti e una non risoluzione di problemi che portano alla inefficacia e inefficienza, allo spreco della peculiarità positive di ognuno. Il campanilismo è bieca autoreferenzialità e logora chi ne è ossessionato e al tempo stesso tutti quei valori di solidarietà di cui c'è tanto bisogno".














