Politica - 27 giugno 2013, 18:04

Sanremo: botta e risposta sui defibrillatori, Faraldi "Chi se ne occuperà adesso? Non si può regalare un debito"

Secondo il consigliere comunale di minoranza il comune non ha un piano che provveda al mantenimento nel tempo di queste delicate apparecchiature.

Leandro Faraldi

Leandro Faraldi

Prosegue il botta e risposta tra Leandro Faraldi e l'amministrazione comunale di Sanremo sul caso dei defibrillatori. Questa volta è il consigliere comunale di minoranza a rispondere nuovamente sullo stato di questi apparecchi salvavita.

“Ci tengo a precisare che il 118 fa sempre il suo lavoro in maniera eccellente ma ricordo al comune che dopo 10 anni si deve fare la manutenzione straordinaria dei defibrillatori. - spiega Faraldi - Come direttore sanitario della croce verde, noi dovremmo restituire i tre che erano in nostra dotazione perchè sono diventati inaffidabili, nonostante siano con i led attivi che ne indicano il corretto funzionamento, poi non sono in grado di effettuare la scarica. A questo già grave problema si è aggiunto il fatto che questi apparecchi non riescono più a scaricare il report dell'intervento, che rappresenta una tutela per chi li ha usati”.

“Il 118, ricordo che si occupa di tutto ciò che riguarda la manutenzione ordinaria, ma circa l'affidabilità degli stessi, compete a chi li ha in carico. - aggiunge - Onestamente mi sembra che non ci sia una ben che minima progettazione da parte del comune per il mantenimento nel tempo di questi defibrillatori. Ben vengano le donazioni, ma chi se ne occuperà adesso? Siamo sicuri che tutti quelli comunali sono in grado di funzionare regolarmente al momento del bisogno? Io mi ricordo che tutti quelli comunali erano già stati posizionati in luoghi di passaggio, servendo anche le frazioni”. 

“Infine, un'ultima considerazione, i nuovi defibrillatori donati sono in grado di scaricare solo in presenza di battito cardiaco, quando non c'è questi non possono rilasciare la scarica, diventando di fatto inutili. A quel punto allora che si fa? Penso che sarebbe stato più utile avere delle teche allarmate che avvisi la centrale operativa del 118 che quindi interviene rapidamente sul posto. Se succedesse ad un mio parente di averne bisogno vorrei che ci fosse un medico a rianimarlo e non una persona qualsiasi. Anche perchè in quei momenti o si chiama subito il pronto intervento o si pensa ad usare questi defibrillatori. - chiosa - Ci stiamo riempendo di defibrillatori senza sapere chi li curerà, non mi si può regalare un debito. Senza contare che appunto gli apparecchi c'erano già, bastava semplicemente un controllo effettivo e continuato negli anni”. 

 

Stefano Michero

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