Continuano le azioni di protesta dello Snalc, il sindacato autonomo lavoratori della casa da gioco di Sanremo. Questa mattina c'è stato infatti un nuovo sit-in da parte dei lavoratori davanti al Comune per denunciare le responsabilità del management della Casinò Spa. Decine di lavoratori, insieme ai rappresentanti sindacali, hanno fischiato per oltre un'ora davanti a Palazzo Bellevue e protestato con cartelloni.
E' la prima di una serie di iniziative intraprese dal sindacato che, come ormai noto, da mesi protesta contro la grave situazione economica e finanziaria della casa da gioco. La protesta si ripeterà domani alle 12 davanti alla sede amministrativa della Casino S.p.A. di via Nino Bixio ma i prossimi saranno anche giorni di scioperi, come annunciato dal sindacalista dello Snalc Bruno Barbaro.
“Pensiamo che sia giunto il momento di fare delle scelte, o sono in grado di fare questo piano di emergenza o se ne devono andare a casa – ha detto Barbaro - proclameremo per la giornata di domani lo sciopero dei dipendenti del ruolo giochi e sabato lo sciopero generale di tutti i dipendenti della Casinò Spa con tutte le altre società che lavorano all'interno della casa da gioco. Oggi abbiamo fatto questo sit in davanti al Comune per denunciare la grave situazione in cui si trova la casa da gioco e la necessità di avere un piano di emergenza per mettere in sicurezza per garantire i posti di lavoro”.
Davanti a Palazzo Bellevue i lavoratori hanno invocato direttamente il commissariamento della casa da gioco, un coro lanciato all'amministrazione. “Il Sindaco è venuto tempo fa in un'assemblea è stato applaudito perchè ha detto delle cose che andavano nella direzione giunta, ma non ne ha fatta neanche una, anzi ha messo all'interno dell'azienda persone che non sono in grado di dare nessun contributo – ha aggiunto a proposito Barbaro - Ci pensi lui che è ancora in tempo a dare una buona gestione della casa da gioco e aprire il tavolo di crisi in prefettura ad Imperia. Non chiediamo per il momento incontri, facciamo la nostra iniziativa che ormai è nota. Se la società chiama il Sindacato siamo pronti ad andarci ma per il momento non chiediamo neanche un incontro, continuiamo con la nostra iniziativa di protesta, la prima di una lunga serie”.


















