Politica - 08 gennaio 2013, 07:11

Imperia: L'ex sindaco Paolo Strescino a 360° sulla vicenda porto. Archiviazione di Scajola? "Non mi interessa"

“Quelli che oggi cantano vittoria si sono resi conto che c'è gente agli arresti, che c'è un processo in corso, che c'è un cantiere fermo che sta causando un danno alla città? Si ricordano delle loro dichiarazioni? Se non se lo ricordano se le vadano a vedere”.

Paolo Strescino

Paolo Strescino

All'indomani della notizia relativa all'archiviazione dell'inchiesta che vedeva indagati per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta nell'ambito della costruzione del porto turistico di Imperia nella quale era indagato tra gli altri anche l'On. Claudio Scajola, Paolo Strescino, ex sindaco di Imperia, torna a parlare della vicenda porto.

Cosa ne pensa dell'archiviazione dell'inchiesta che riguardava tra gli altri anche ClaudioScajola? "Non mi interessa".

Scajola ha dichiarato che dopo la fase iniziale in cui avrebbe "scelto una progettazione di livello" e "messo insieme gli imprenditori locali", non se ne sarebbe più occupato. È d'accordo? "Convinto lui, di sicuro se né interessato, con me ne ha parlato diverse volte anche dopo la fase preliminare".

Cosa pensa degli ultimi sviluppi della vicenda porto turistico? "Noto che ci sia, da parte di taluni, la volontà di addossare le responsabilità al Comune. Con piacere ho letto le dichiarazioni di Marchione (il commissario prefettizio) che si è espresso con neutralità sulla decisione di Lunghi, (il dirigente del settore porti e demanio,ndr) di avviare il procedimento di decadenza. Sono due anni che i lavori del porto non vanno avanti malgrado le dichiarazioni di alcuni ex consiglieri comunali. La decadenza era incontrovertibile, quello che mi preoccupa sono i dipendenti, i proprietari dei posti barca e il porto che è senza manutenzione da mesi. Quello che ho sostenuto un anno fa corrisponde al vero e vorrei capire chi possa avere l'ardire dei dire il contrario. Mi chiedo perché si è voluto andare avanti ad oltranza, parlo della mia ex giunta malgrado avessi espresso, carte alla mano, le enormi  problematiche che si erano verificate. Oggi gli imperiesi sono convinti che sia meglio un'amministrazione di tecnici che un commissariamento".

Dunque lei non ha responsabilità per quello che è accaduto? “C'è chi cerca di dire che io sono come quelli che, oggi, son imputati in un processo a Torino sulla presunta truffa ma quando ero in giunta come assessore pratiche sostanziali non ne sono passate. Le cose importanti sono passate in consiglio comunale. Se poi la permuta non mi è stata data non è colpa mia, io l'ho richiesta più volte. Quando uno non ha in mano le carte posso capire ma quando si hanno non ci sono più scuse. In consiglio comunale c'era gente che pensa davvero che i magistrati siano tutti comunisti, si figuri. Appena ho capito la situazione mi pare di aver dato da subito segnali di discontinuità. Paolo Calzia (ex direttore generale del comune di Imperia ed ex presidente della Porto di Imperia Spa), per esempio, è andato via dopo meno un anno e non per sua scelta".

Qual'è secondo lei la soluzione migliore? Resettare tutto facendo fallire la Porto di Imperia Spa e far tornare la concessione e il porto al Comune o salvare il salvabile? "Il problema è che il fallimento va a colpire i proprietari di posti barca, d''istinto il resettare tutto e ricominciare da zero forse sarebbe la cosa migliore. Individuare la strada giusta è difficile"

Da quando Confindustria Imperia con il suo direttore Giuseppe Argirò ha iniziato a preoccuparsi delle sorti del porto? Cosa pensa delle soluzioni proposte da quest'ultimo? “Direi che ha iniziato ad occuparsene solo negli ultimi mesi, forse qualche volta in passato se ne era parlato ma in modo informale. Tutti quelli che avrebbero proposto soluzioni costruttive erano ben accetti, non mi pare che le soluzioni proposte da Argirò abbiano sortito alcun effetto. Le cose devono essere percorribili, l'azionariato popolare è garantito dall'ente pubblico. Il mio auspicio è quello di un ritorno dell'opera alla cosa pubblica, la gestione diretta di calata Cuneo è un esempio di buona amministrazione. Senza la delibera salva Imperia e la richiesta di commissariamento della Porto di Imperia Spa (art. 2409), oggi, l'Ente comune avrebbe rischiato il default".

L'ispettore Bracco durante la sua deposizione disse che la permuta fu ritrovata dagli inquirenti dentro una busta sigillata all'interno della cassaforte della Porto di Imperia Spa. Lei non la vide? "Noi chiedevamo i documenti ma non ce li davano. Le nostre lettere si perdevano sistematicamente. La Porto di Imperia non ha risposto al sindaco che ha chiesto la contabilità figuriamoci se avevo visto la permuta. La permuta era avvolta in un alone di mistero, il problema è che le carte non c'erano. I documenti che venivano richiesti dai consiglieri comunali durante il mio mandato venivano dati, prima no".

Tale situazione era dovuta al Segretario comunale precedente? "Credo di sì".

Perché non denunciato la situazione alla Procura? "Io cercavo, confrontandomi con i vari soggetti che rappresentavano il comune nella società, di ottenere i documenti, ora capisco perché non ce le davano. Per il Comune c'è stato un danno gravissimo. Ci sono 15 milioni di euro di opere a scomputo che non sono state fatte e alcune, addirittura, sono state fatturate”.

Di chi è la responsabilità politica di quello che è accaduto? "Chi mi ha mandato a casa non aveva interesse e cuore per la città. Io ho avuto il coraggio di fare pubblica ammenda, qualcun altro no. Qualcuno a settembre, in calata Anselmi, ha rilasciato interviste in cui si vantava delle proprie scelte. Il porto sta cadendo a pezzi chi sostiene il contrario sostiene il falso. Il porto rimane fondamentale per la città di Imperia e deve essere ultimato".

Sempre Bracco riferì di un suo incontro con Caltagirone nell'ufficio vendite dell'Acquamare. Cosa accadde in quell'occasione? Si parlò della delibera che doveva essere modificata? “Quell'incontro avvenne dopo il mio rifiuto di recarmi a casa di Caltagirone a Cap- Ferrat. Non vedevo il motivo perché il sindaco di Imperia dovesse recarsi in Francia per parlare del porto di Imperia. A quell'incontro partecipò anche Beatrice Cozzi Parodi e si parlò della situazione del porto, non parlammo della delibera. Prima del consiglio comunale sulla delibera salva Imperia ci fu una riunione al partito in cui Claudio Scajola diede indicazioni ai suoi, Massimiliano Ambesi e Marco Scajola, che poi vennero in consiglio a dare disposizioni ai consiglieri”.

Tornando alla delibera, ci fu la modifica e chi la diede a Caltagirone? "Quella delibera la fece Fossati in collaborazione con il gruppo del Pdl e della Lega Nord. Non so se fu modificata, non fui di certo io a darla a Caltagirone”:

Cosa pensa della situazione politica dopo lo scandalo porto? “Quelli che oggi cantano vittoria si sono resi conto che c'è gente agli arresti, che c'è un processo in corso, che c'è un cantiere fermo che sta causando un danno alla città? Si ricordano delle loro dichiarazioni? Se non se lo ricordano se le vadano a vedere”.

Gabriele Piccardo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU