“Leggo che l’ex Sindaco Strescino, rispondendo ad una domanda inerente le modifiche che, secondo la Procura, Caltagirone avrebbe richiesto alla nota delibera sul Porto del settembre 2010, afferma di non saperne nulla, atteso che detta delibera era stata predisposta dal sottoscritto, al tempo capogruppo, già dimissionario, del PDL. Tralascio volutamente, lasciandole a chi legge, ogni valutazione e considerazione in merito al fatto che, secondo il Sindaco del tempo, il contenuto di una così fondamentale delibera fosse stato scritto a sua insaputa, tanto da non sapere nemmeno se e come sia mai stato modificato”.
Lo scrive Giuseppe Fossati, esponente di ‘Officina Città’, in risposta all’ex Sindaco Paolo Strescino, intervistato dal nostro giornale. “Ciò che mi preme evidenziare – prosegue - è come con tale affermazione, non so se intenzionalmente o se per superficialità, Strescino lasci intendere che, se modifiche richieste da Caltagirone ci sono state, sono da ricondurre al sottoscritto. Al riguardo, nel sentirmi gravemente offeso da tali allusioni, tanto gratuite ed incomprensibili quanto ignobili e squalificanti per chi le fa, tengo a precisare che i fatti sono noti a tutti, ma, forse, è bene ricordare alcuni aspetti:
a) faldoni di inchiesta e di intercettazioni telefoniche attestano come il sottoscritto non ha abbia mai avuto rapporti, contatti, telefonate, incontri, sollecitazioni, indicazioni o richieste di sorta con e da l’Ing.Caltagirone o suoi mandatari, ad esempio Carlo Conti;
b) il giudizio e la valutazione dell’Ing.Caltagirone e di Carlo Conti sul lavoro svolto da sottoscritto in merito alla delibera in questione sono ben sintetizzati nella telefonata, intercettata dalla Procura, nella quale il sottoscritto viene definito “un pezzo di merda”, perché agisce di testa sua e nell’interesse del Comune di Imperia, avendo richiesto, ad esempio, una verifica della congruità della nota permuta;
c) vi sono faldoni di inchiesta e decine di telefonate, intercettate e già pubblicate dai media, dai quali emerge chiaramente chi avesse rapporti, contatti, telefonate, incontri, sollecitazioni, indicazioni o richieste con e da l’Ing.Caltagirone o suoi mandatari. Ad esempio, è noto (per averlo appreso da una telefonata intercettata e già pubblicata) che non è il sottoscritto, ma un altro, che ha accolto in modo deferente, ma con entusiasmo e confidenza, l’offerta di Caltagirone di far predisporre dall’avvocato Maugeri (legale di Caltagiorne) l’intervento da leggere in consiglio comunale in occasione del dibattito sulla delibera in questione. Ho fatto sempre e solo il mio dovere di consigliere comunale. Non merito una medaglia, ma almeno il rispetto credo di poterlo pretendere”.





