Politica - 26 giugno 2012, 01:30

Sanremo: più di 50 emendamenti sull'Imu. Donzella "Il Comune si fa esattore in modo oppressivo". Salta la pratica

La presentazione di oltre 50 emendamenti equivarrebbe ad una seduta fiume. Ne scaturirebbe quindi un consiglio comunale maratona, forse anche di più giorni.

Massimo Donzella

Massimo Donzella

Si preannuncia una vera e propria battaglia politica, senza esclusione di colpi, la seduta del consiglio comunale di Sanrermo in programma questa sera. All'ordine del giorno c'è la delicata questione dell'Imu. Il consigliere comunale d'opposizione Massimo Donzella ha annunciato la presentazione di oltre 50 emendamenti (TRE DEI QUALI IN ALLEGATO A FONDO ARTICOLO). Questo equivarrebbe ad una seduta fiume, della durata di diverse ore, in base al minutaggio previsto per la trattazione di ogni singolo emendamento. Ne scaturirebbe quindi un consiglio comunale maratona, forse anche di più giorni.

Intanto la maggioranza a ritirare la pratica, sfruttando anche il fatto che il sindaco Maurizio Zoccarato dovrebbe recarsi a Roma, ripresentandola in una seduta successiva. Soluzione auspicata anche dalle associazioni di categoria che vorebbero prima un confronto con l'Amministrazione dopo una loro analisi dei documenti.

"L'Amministrazione comunale sanremese - ha detto il consigliere Massimo Donzella - deve pensare a non prelevare il denaro dalle tasche dei sanremesi, sia cittadini sia imprese, cosa che invece ha fatto per almeno 10 milioni di euro, che potevano essere destinati ai bisogni personali, alle proprie necessità, allo sviluppo e ad investimenti. In questo periodo di crisi l'aver applicato l'aliquota massima per le attività di impresa e le abitazioni non utilizzate a titolo principale, e nel contempo non aver ridotto l'aliquota dello 0,4 per mille per le abitazioni abitate direttamente, è un errore imperdonabile. L'Imu è un'imposta sul patrimonio e proprio perché non tiene conto del reddito, e quindi della capacità contributiva di ciascuno, doveva essere modulata e mitigata dalle diverse Amministrazioni proprio per renderla conforme al tipo di economia e di necessità dei singoli Comuni".

"Il Comune di Sanremo avrebbe dovuto pensare oltre che ai cittadini anche alle attività di impresa, dell'alberghiero e della floricoltura - prosegue l'esponente d'opposizione - Così non è stato ed il Comune si fa esattore in modo oppressivo, trasferendo allo Stato il 50%, pari ad oltre 16 milioni di euro, di quanto prelevato per le seconde case e l'attività di impresa. A fronte di questa miopia altri Comuni turistici della nostra Liguria hanno invece colto, al di là delle bandiere e dei colori politici, le necessità del territorio. Mi riferisco ad esempio a Rapallo o ad Alassio, che ha ridotto al 6 per mille il prelievo per le attività alberghiere, e a Santa Margherita Ligure che ha ridotto allo 0,46, anziché al 10,76 come il comune di Sanremo, l'aliquota per le abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta fino al primo grado e collaterali di secondo grado".

"Queste vessazioni impongono al nostro gruppo 'Progetto Sanremo' di far durare il consiglio comunale sull'Imu diversi giorni e notti, con una lunga serie di oltre 50 emendamenti, proprio per far comprendere l'assoluta necessità di ritirare e modificare queste scelte che ancora una volta si rivelano prive di una doverosa programmazione. Per tali emendamenti è già stata data verbalmente dal ragioniere capo e dagli uffici il parere positivo da un punto di vista tecnico formale per ciò che concerne la ricevibilità degli stessi. Non è mai capitato in questi anni che arrivassimo a tali forzature, anche di fronte a battaglie che ritenevamo giuste - ha concluso massimo Donzella - ma questa volta si tratta di una vera e propria sopravvivenza dell'economia cittadina".

Federico Marchi

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