Festival di Sanremo - 18 febbraio 2012, 23:02

Celentano alimenta la polemica “Vescovi hanno fatto finta di non capire”

Platea divisa: “Basta, Basta!” urla una parte del pubblico presente in sala all’Ariston che fischia, altri invece lo hanno applaudito.

Celentano alimenta la polemica “Vescovi hanno fatto finta di non capire”

Ingresso, breve pausa, poi una canzone in inglese "rigorosamente" storpiato. Ancora una pausa e il ritorno: “La corporazione dei media si è scagliata in massa contro di me neanche avessi fatto un colpo di stato”, così l’atteso Adriano Celentano si ripresenta sul palco dell’Ariston e riprende il discorso da dove l’aveva interrotto, innescando un vortice di polemiche che non accennano a placarsi, e poi rincara:

“Ringrazio quei 4-5 che mi hanno difeso. Mi ha colpito in particolare la voce di un prete, che ho visto da Mara Venier, Don Mario. Grazie Don Mario. Tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire. Non facciamo che allontanarci da dio. Dovremo cercare di tracciare un percorso per capire i tratti del suo volto. Non importa se nessuno di noi lo ha mai visto. L’unica via non interrotta è la sua. Ma io sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con i 16 milioni di persone che hanno visto il Festival di Morandi. Per parlare di vita, morte e ciò che viene dopo. Sulla vita, la morte, l'aldilà. Far rivivere Dio nei cuori di chi vi legge. Su questi temi dovrebbero basarsi Famiglia Cristiana e Avvenire. Quando dico che andrebbero chiusi, non significa esercitare una forma di censura. Su questi temi dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana o anche Avvenire. Loro parlano della politica del mondo, non di Dio. Perche Gesù era un politico così come Giuda […].  Siamo in democrazia ho espresso solo un desiderio. Per me potete anche stare aperti, ma almeno cambiate testata. Adesso potete anche fischiare (rivolgendosi a chi lo contestava)”.

  

Platea divisa: “Basta, Basta!” urla una parte del pubblico presente in sala all’Ariston che fischia, altri invece lo hanno applaudito.

Il Molleggiato ha poi cantato il pezzo “La cumbia di chi cambia” che in uno stralcio significativo recita “I funzionari dello stato italiano si fanno spesso prendere la mano, inizian bene e  finiscono male, capita  spesso che li trovi a rubare, e fanno cose che stan bene solo a loro, a usufruire di vantaggi esagerati, così abbondano ogni tipo di decoro, e si comportano come degli impuniti”.

Le foto sono di www.fulviobruno.it

Renato Agalliu

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU