Politica - 02 febbraio 2012, 23:06

Sanremo: dibattito sul casinò, Donzella "Nel 2013 gli incassi saranno pari ai costi a causa di scelte sbagliate"

Il consiglio comunale di Sanremo ha affrontato la delicata discussione sul casinò. Il dibattito, oltre al blitz che ha portato all'arresto di cinque croupier e di un controllore comunale, si è allargata alla gestione della casa da gioco.

Massimo Donzella

Massimo Donzella

Dopo un momento di raccoglimento in memoria degli ex consiglieri comunali Emilio Manelli (ricordato da Enrico Trucco) e Roberto Damiano (da Giuseppe Sbezzo Malfei e dal fratello Marco Damiano) e dell'ex presidente della Repubblica (da Andrea Gorlero), l'assise comunale ha aperto la discussione sul casinò. Ne è seguito un dibattito delicato in cui, partendo dal blitz dei giornis corsi che ha portato all'arresto di cinque croupier e di un controllore comunale, si è allargata sulla gestione della casa da gioco.

"Il sindaco ha detto che la politica non deve entrare al casinò - ha esordito il consigliere d'opposizione Massimo Donzella - però questa sua affermazione è clamorosamente smentita nei fatti, quando lui stesso ha indicato come presidente della casinò spa un proprio assessore ed un altro come membro del cda. Nel primo caso è evidente che la scelta della presidenza sia dettata dal fatto che non poteva accontentare un assessore al turismo, nel momento in cui le risorse destinate a questo settore dovevano essere dirottate alla Sanremo Promotion, ed è chiaro che questo non avrebbe gradito una scelta di questo genere. Nel'altro caso vi era, invece, una sorta di incompatibilità o di inopportunità a sedere tra i banchi della giunta. Inoltre - prosegue Donzella - invitando continuamente il cda a Palazzo Bellevue e dettando il diario di bordo: Questa è un'intromissione sbagliata e anche pericolosa in quella che invece deve essere un'autonomia assoluta nelle scelte. Se quindi si vuole rovesciare il ragionamento iniziale, questo vuol dire far entrare il casinò all'interno dell politica".

"Il 2011 si è chiuso con 64 milioni, nel 2012 saranno 55 milioni e nel 2013 il casinò andrà a naufragare vicino alla riva, perchè gli introiti saranno esattamente equivalenti ai costi - ha proseguito Massimo Donzella - Il sindaco ha impedito in questi anni di fare degli investimenti alla casa da gioco, che invece avrebbero potuto evitare questa situazione. Non si è voluto impedire che a Sanremo venissero aperte delle videolotteries che facevano concorrenza al casinò stesso. Lo si sarebbe potuto impedire in modo facile come ha fatto la Provincia di Trento e Bolzano, creando zone franche vicino a zone sensibili come medici, scuole e chiese, creando zone franche con standard urbanistici. Questo - ha concluso - è stato un modo miope di farsi concorrenza da soli".

"Questa sera non parlerò di casinò - ha spiegato Massimiliano Moroni del Pdl - per rispetto della Magistratura e per non essere strumentalizzato".

"Bisogna migliorar il controllo ed iniziare una nuova era di incontri sindacali - ha esordito Leandro Faraldi del Pd - Chiederò l'accesso agli atti per dimostrare che il lavoro svolto da questo cda non è il massimo. Ci sono persone che lavorano in modo limpido, che con molto disagio hanno chiesto di gridare al mondo che ci sono anche persone oneste al casinò. Queste sono le prime che dobbiamo rispettare, alle altre ci pensa la magistratura. I dati delle slot machines di oggi parlano di un meno 17%, c'è da riflettere nella gestione del casinò".

"Quella del casinò è un acrisi che viene da lontano - ha detto il presidente del consiglio comunale Marco Lupi - in questi anni si sono succedute tante eprsone che non hanno potuto fare niente. Per questo sono contento che si stia parlandod el perc orso serio di cambiare il sistema direttamente passando da pubblico a privato. Sono due diverse filosofie di gestione, con pro e contro, su cui ci si deve confrontare. Il sistema lo si cambia solo in maniera radicale. Siamo d'accordo che i dipednenti siano persone oneste e che quello che sia successo sia un'eccezione. Chi può tenere in pugno la situazione sono la Magistratura e le forze dell'ordine, perchè servono intercettazioni e riprese che le nostre telecamere non possono neanche effettuare". 

Federico Marchi

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