E' proseguita su toni duri, in consiglio comunale, la discussione sul casinò. Al centro d egli intervento il ruolo del Comune ed il corpo dei controllori comunali.
"Il sindaco sta adottando un criterio di comunicazione devastante per questa città - ha detto il capogruppo del Pd Andrea Gorlero - perchè non può dire che da oggi si cambia, come se chi lo ha preceduto come amministratori pubblici fossero dei lestofanti. Quando parla da sindaco di Sanremo, pur con l'esuberanza giovanile, ha delle responsabilità enormi. Quest'amministrazione, per quel che riguarda i controllori, non ha fatto niente. Ci sono normative vecchie di 20 anni ed invece nel 2009, appena insediato, ha presentato ordinanze inutili e assurde. Non è pensabile che ci sia un atteggiamento di poco rispetto e poca umiltà. In materia di pubblica sicurezza i comuni possono adottare la videosorveglianza. Come è possibile che il Comune proponga la chiusura dei controllori comunali quando, in realtà, il controllo istituzionale è l'unico probabilmente efficace - ha concluso il consigliere del Pd - alternativo alle limitazioni in materi di videosorveglianza".
"C'è un'immagine di ruberia che non è giusta per il casinò dove operano molte persone di provata rettitudine, però purtroppo stiamo parlando di fatti traumatici - è intervenuta Daniela Cassini - Questo è l'ennesimo episodio di una lunga storia giudiziaria che ha interessato la nostra casa da gioco. La funzione di controllo che ha il Comune all'interno del casinò, non può essere abbandonata. Servono telecamere efficaci ed efficenti e la possibilità per i comunali di un controllo audiovisivo autonomo. Se ci sono zone d'ombra di connivenza tra politica e malaffare all'interno del casinò non ce ne devono più essere - ha concluso la Cassini - Si faccia luce".
"Bisognava muoversi due anni fa - ha detto il consigliere d'opposizione Claudio Borea - privatizzare un'azienda in questo stato la si svende. Per quel che riguarda relazioni dei controllori comunali, su cose che non vanno, io non me ne ricordo. Al casinò per il controllo si spendono complessivamente 4 o 5 milioni di euro di un sistema che non funziona".





