Al Direttore - 13 dicembre 2011, 17:53

Se l'Aloe non è vulgaris ....

Le precisazioni del giardino Pallanca e la risposta di Claudio Porchia

Se l'Aloe non è vulgaris ....

Caro Direttore,

in relazione all'articolo "Curarsi con l'Aloe e la Parietaria" mi permetto di segnalarLe alcune precisazioni suggerite dalla popolarità dell'argomento. Con l'espressione Aloe vulgaris non ci si riferisce, allo stato dell'arte, a nessuna specie classificata. In passato l'espressione vulgaris, associata al genere Aloe, costituiva variante sinonimica della specie barbadensis. Quest'ultima altro non è che l'Aloe vera secondo la denominazione commerciale. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un graduale, ma inarrestabile, abbinamento dell'uso commerciale del nome Aloe vera alla più comune specie arborescens. L'aloe arborescens è ormai protagonista del nostro territorio essendosi endemizzata con grende successo. L'amico Libereso credo volesse riferirsi a questa specie anche se mi permetto di appuntare la corrispondenza fotografica. In effetti, escludendo sicuramente che si tratti della specie barbadensis,  la foto dell'Aloe da Voi pubblicata è più precisamente riferibile alle varietà litoralis o rubreolutea. Fenomeni di eziolamento rendono complessa la precisa attribuzione. Nell'economia del Vostro articolo assistiamo quindi ad un doppio fraintendimento che merita chiarimenti. In breve, si utilizza l'espressione sinonomica Aloe vulgaris riferendosi erroneamente all' Aloe arborescens, documentando questa varietà con la raffigurazione di un' Aloe litoralis o rubreolutea. Spero vogliate perdonare questa precisazione un pò "pelosa" anzi.... spinosa; la porto alla Vostra attenzione, ed a quella dei Vostri lettori, nella più alta stima del lavoro di Libereso e della Vostra redazione.

cordiali saluti

Gio' Batta Pallanca

Giardino Esotico Pallanca

 

Gentilissimo Gio Batta,

la ringrazio per l’attenzione con cui segue la rubrica e le parole di stima nei confronti di Libereso e della redazione.

Libereso nel suo intervento non ha mai utilizzato il temine vulgaris, ma ha parlato semplicemente di Aloe, mostrando al pubblico alcune foglie di un esemplare spontaneo di Aloe vera, che cresce nella zona di capo Ampelio a Bordighera.

L’indicazione di vulgaris, termine utilizzato fino al 1800, è stata una mia scelta, che abbinata ad una foto sbagliata ha generato l’equivoco da lei opportunamente segnalato.

Me ne scuso con i lettori e la ringrazio per la precisazione.

Con l'occasione ho provveduto a sostituire la  foto della pianta.

Cordiali saluti

Claudio Porchia

 

Redazione

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