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Cronaca | 05 novembre 2026, 09:58

Carceri liguri al collasso, sovraffollamento al 145% a Imperia e al 130% a Sanremo: l'allarme del SAPPE

Il sindacato denuncia centinaia di episodi critici dall'inizio dell'anno: 700 aggressioni, 460 casi di autolesionismo e organici insufficienti. Chiesti più agenti, il ritorno del Provveditorato a Genova e un nuovo carcere in Valbormida

Carceri liguri al collasso, sovraffollamento al 145% a Imperia e al 130% a Sanremo: l'allarme del SAPPE

Le carceri di Sanremo e Imperia sono tra le più in difficoltà della Liguria, con numeri che fotografano una situazione sempre più critica sul fronte del sovraffollamento e della sicurezza. A lanciare l'allarme è il SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che denuncia condizioni di lavoro sempre più difficili per gli agenti e una crescente tensione all'interno degli istituti regionali. Nella casa circondariale di Sanremo sono attualmente presenti 280 detenuti a fronte di una capienza effettiva di 216 posti, con un tasso di sovraffollamento del 130%. Ancora più pesante il quadro a Imperia, dove 77 persone sono detenute in una struttura che dispone di appena 53 posti, raggiungendo così il 145% di occupazione. Dati che, secondo il sindacato, evidenziano un'emergenza che non può più essere affrontata con interventi occasionali.

"Non possiamo aspettare che gli istituti raggiungano il 150% per intervenire. Sanremo e Imperia sono già in condizioni di grave criticità e il sovraffollamento incide direttamente sulla sicurezza, sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione quotidiana delle sezioni", sottolinea Giuseppe Giangrande, dirigente sindacale del SAPPE in Liguria. A destare ulteriore preoccupazione sarebbe anche una comunicazione dell'Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato, secondo la quale i trasferimenti dei detenuti dagli istituti liguri verrebbero effettuati soltanto una volta raggiunta la soglia del 150% di sovraffollamento. Una prospettiva contestata dal sindacato, che ritiene necessario intervenire prima che le condizioni all'interno delle strutture diventino ancora più difficili da gestire.

A rendere ancora più preoccupante il quadro sono i numeri degli eventi critici registrati nelle carceri liguri dall'inizio dell'anno. Il SAPPE segnala 700 atti di aggressione, 560 violazioni delle norme penali, 460 episodi di autolesionismo e 370 danneggiamenti di beni dell'Amministrazione penitenziaria. A questi si aggiungono 280 invii urgenti in ospedale, 270 rinvenimenti di oggetti o sostanze non consentite, 220 infrazioni disciplinari e 184 manifestazioni di protesta. Una sequenza di episodi che, secondo il sindacato, restituisce l'immagine di istituti sottoposti a una pressione costante, nella quale gli agenti devono garantire ordine e sicurezza spesso con personale insufficiente.

"Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria lavorano quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, affrontando aggressioni, proteste, autolesionismo e situazioni di emergenza, spesso con organici insufficienti. I dati dimostrano una situazione di continua tensione che richiede interventi immediati", afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE. Il sindacato sottolinea come dietro le statistiche ci siano operatori chiamati a gestire situazioni complesse, con carichi di lavoro sempre più pesanti e risorse che non sarebbero adeguate alle necessità. Una condizione che riguarda l'intero sistema penitenziario regionale, ma che assume particolare rilevanza nelle strutture di Sanremo e Imperia, dove la disponibilità limitata di posti rende ancora più difficile la gestione quotidiana della popolazione detenuta.

Tra le richieste avanzate dal SAPPE c'è il rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria, insieme a maggiori investimenti, formazione e strutture adeguate. Capece rilancia inoltre la necessità di riaprire a Genova il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria, restituendo alla Liguria un riferimento autonomo senza dipendere più dal Piemonte. Un'altra proposta riguarda la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario nella provincia di Savona, nelle aree della Valbormida, che potrebbe contribuire a ridurre la pressione sulle strutture esistenti. Richieste condivise anche da Vincenzo Tristaino, segretario regionale del SAPPE, che richiama l'attenzione sulle condizioni quotidiane degli operatori.

"Ogni giorno il personale affronta aggressioni, tensioni e carichi di lavoro sempre più pesanti, spesso con risorse insufficienti. Servono più agenti, investimenti, formazione e strutture adeguate. La Polizia Penitenziaria è una componente essenziale del sistema penitenziario e del percorso rieducativo previsto dalla Costituzione", evidenzia Tristaino. Il sindacalista insiste inoltre sulla necessità di non contrapporre la dignità delle persone detenute a quella degli operatori: "La dignità dei detenuti e quella della Polizia Penitenziaria non sono in contrapposizione. Un carcere più umano è anche un carcere più sicuro. Non possiamo continuare a lasciare detenuti e operatori soli ad affrontare un'emergenza quotidiana".

L'appello del SAPPE è rivolto al Governo e all'Amministrazione penitenziaria, affinché vengano individuate risposte concrete e tempi certi. Sanremo e Imperia rappresentano due delle situazioni più emblematiche dell'emergenza ligure, con percentuali di sovraffollamento che rendono sempre più urgente un intervento strutturale. "La sicurezza delle carceri e la dignità del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria non possono più essere rinviate. Servono risposte concrete e tempi certi", concludono Capece, Tristaino e Giangrande.

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