Una serata di confronto, sensibilizzazione e approfondimento per accendere i riflettori su tutte quelle forme di violenza che spesso rimangono nascoste, consumandosi nel silenzio delle famiglie, nelle relazioni tra adolescenti e nei contesti sociali. Si è svolto, nella ex Chiesa Anglicana di Bordighera, l'incontro pubblico dal titolo "Nessuno ha sentito niente – Una serata per riconoscere la violenza oltre il silenzio", promosso dall'associazione Noi4You con il sostegno del Comune. Un appuntamento dedicato a un tema delicato e di grande attualità, con l'obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza sulle diverse manifestazioni della violenza, non sempre immediatamente riconoscibili. Al centro dell'iniziativa le forme di violenza fisica, psicologica, economica e digitale, che possono manifestarsi all'interno della rete familiare, scolastica e sociale, lasciando spesso le vittime in una condizione di isolamento e difficoltà.
L'incontro ha proposto un approccio multidisciplinare, mettendo a confronto competenze psicologiche e legali per affrontare il fenomeno da differenti punti di vista. Un'occasione di approfondimento rivolta a famiglie, educatori, giovani e professionisti del territorio, con particolare attenzione all'ascolto, alla prevenzione e agli strumenti di orientamento e tutela. Il messaggio scelto da Noi4You per accompagnare la serata è stato particolarmente significativo: "Il silenzio non deve essere l'ultima parola. Riconoscere i segnali, ascoltare senza giudicare e sapere a chi rivolgersi sono i primi passi per interrompere l'isolamento e aprire possibilità di cambiamento". Un invito a non sottovalutare comportamenti e atteggiamenti che, anche quando non si traducono in aggressioni fisiche, possono rappresentare segnali di situazioni di sopraffazione e controllo.
Diversi gli interventi in programma, affidati alle psicologhe Patrizia Sciolla, Tecla Magliano, Guendalina Donà, Martina De Vito ed Eleonora Citino, che hanno affrontato differenti aspetti del fenomeno. Tra i temi proposti, la violenza sessuale e il suo passaggio dal corpo allo schermo, le dinamiche della violenza all'interno delle mura domestiche, il fenomeno tra adolescenti e il rapporto tra adolescenza, scuola e relazioni. Spazio anche alla violenza nella comunità LGBTQIA+, con un approfondimento dedicato al superamento degli stereotipi e al riconoscimento delle discriminazioni e delle forme di sopraffazione. A completare il quadro, l'intervento dell'avvocato Giovanni Svara, che ha approfondito gli aspetti giuridici, le tutele disponibili e gli strumenti normativi di protezione per chi subisce violenza.
Alla serata ha partecipato anche il sindaco Marzia Baldassarre, accompagnata dalle consigliere comunali Sandra e Silvestri, che ha voluto sottolineare l'importanza di affrontare il problema non soltanto attraverso momenti di sensibilizzazione, ma anche costruendo una cultura diffusa del rispetto e dell'attenzione verso gli altri. "Nessuno ha sentito niente. È un titolo che colpisce. Che fa riflettere. E che, in qualche modo, ci mette tutti di fronte a una domanda scomoda: davvero nessuno ha sentito, nessuno ha visto, nessuno ha capito? O forse, qualche volta, abbiamo preferito non vedere, non ascoltare, non intervenire?", ha esordito il primo cittadino, ringraziando l'associazione Noi4You, le professioniste e tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione dell'iniziativa.
Nel suo intervento, il sindaco ha ricordato come la violenza non cominci necessariamente con un gesto fisico, ma possa manifestarsi molto prima attraverso parole che umiliano, atteggiamenti che mortificano e forme di controllo che limitano progressivamente la libertà e l'autonomia di una persona. "La casa dovrebbe essere un rifugio, mai una prigione. L'amore dovrebbe farci sentire liberi, mai impauriti", ha sottolineato Baldassarre, evidenziando anche la propria responsabilità istituzionale e personale nell'affrontare questi temi. Un passaggio particolare è stato dedicato ai giovani e all'importanza dell'educazione sentimentale e relazionale: "Dobbiamo aiutarli a comprendere che la gelosia non è una dimostrazione d'amore, che il controllo non è protezione e che nessuno ha il diritto di limitare la libertà o la dignità di un'altra persona".
Il primo cittadino ha quindi richiamato l'attenzione sull'importanza dell'ascolto, invitando a non giudicare e a non minimizzare le difficoltà di chi vive situazioni di violenza. "Senza chiedere a chi soffre perché non abbia reagito prima, perché non se ne sia andato, perché abbia avuto paura. Perché non conosciamo mai fino in fondo il dolore, la solitudine e le difficoltà di chi vive una situazione di violenza", ha affermato. Baldassarre ha inoltre riconosciuto il valore del lavoro svolto dalle associazioni sul territorio, ringraziando in particolare Noi4You per l'attività di ascolto e sostegno: "Le associazioni rappresentano un presidio umano e sociale preziosissimo, perché spesso riescono ad arrivare dove le istituzioni, da sole, non possono arrivare". L'Amministrazione comunale, ha assicurato, intende continuare a sostenere iniziative di questo genere, promuovendo occasioni concrete di prevenzione e sensibilizzazione insieme alle realtà locali.
In conclusione, il sindaco è tornato sul significato del titolo della serata, lanciando un appello alla responsabilità collettiva: "Vorrei che da questa serata uscissimo tutti con un impegno molto semplice, ma profondamente importante. Fare in modo che, d'ora in avanti, nessuno possa più dire di non aver sentito, di non aver capito, di non aver saputo". Perché la capacità di una comunità di proteggere le persone più fragili rappresenta un elemento fondamentale della sua qualità sociale. Un messaggio che ha accompagnato l'intero incontro e che Baldassarre ha sintetizzato nelle parole conclusive del suo intervento: "Il silenzio può diventare complice della violenza. L'ascolto, invece, può essere l'inizio della libertà".














